«Quando si pensa ad un ricordo, ad una “memoria” magari si immagina istintivamente
qualcosa di bello da ricordare, da pensare…e invece quando pensiamo alla “Giornata della
memoria” è inevitabile sentirsi immersi dalla tristezza e dalla consapevolezza di quanto l’essere umano pur essendo “ricco di bontà” sia capace di cose cosi assurde, brutte.

Come diceva Anna Frank “È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie
speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”

Ed è proprio partendo da questa splendida e ricca considerazione di chi ha vissuto
realmente questa assurda esperienza, che è per tutti noi davvero bello e costruttivo vedere come tutte le scuole riescano, attraverso percorsi artistici, storici, letterari, musicali, a trasmettere la preziosità di “RICORDARE” e “RIFLETTERE” concretamente su quanto è accaduto in quegli anni assurdi.

Devo dirvi che mi sono venuti i brividi quando ho ascoltato un bimbo di 8 anni che diceva
alla maestra, “Posso oscurare la parola morte, non è bella mi fa star male…”, così come mi sono venuti i brividi nell’ ascoltare e guardare il percorso artistico “Racconti di chi lo ha vissuto…” Ringrazio la preside, e i ragazzi dalla scuola secondaria di 1 grado dell’I.C. “Imbriani Salvemini” per avermi invitata a condividere questo percorso bello e profondo».