Centro Ricerche “Bonomo” diventa struttura turistica: la rabbia degli ex dipendenti

La dura nota dei lavoratori: «Una fine ingloriosa, ci hanno preso in giro»

«Fondazione Bonomo: finalmente la politica getta la maschera e svela il vero obiettivo sull’ex Centro Ricerche di Castel del Monte».

Così un gruppo di ex dipendenti della struttura che fu per lunghi anni uno dei fiori all’occhiello della ricerca e della sperimentazione in agricoltura (Letizia Fasanella, Lorenzo Lapecorella, Silvia Maenza, Vittorio Massaro e Francesca Palmentola e altri) commenta la decisione adottata ieri dal Consiglio provinciale della Bat, che ha approvato un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per “convertire” la struttura in centro di animazione turistico – culturale.

«Dal 12 marzo 2013 (data del trionfale annuncio della nascita della Fondazione) al 7 novembre 2019 (data della sua crudele eutanasia) sono trascorsi 6 anni e 8 mesi. In mezzo – continuano gli ex dipendenti della Fondazione Bonomo – il fuoco delle illusioni e delle vane promesse durato all’incirca un paio d’anni, fino al 30 giugno 2015, quando furono conclusi i progetti di ricerca (“i primi”, ci avevano assicurato) affidati al personale dell’Ente».

Una quindicina di lavoratori, fra ricercatori, tecnici e varie figure di supporto all’attività scientifica sono così stati abbandonati al loro destino e a nulla sono valse le proteste, le lettere, i comunicati stampa e perfino gli incontri con i rappresentanti istituzionali ai più alti livelli, dal Governatore Emiliano all’ex presidente della Bat Spina, e il coinvolgimento del Parco dell’Alta Murgia, attraverso il vice presidente Troia e l’ex direttore Modesti.

«Che ci stessero prendendo tutti in giro – aggiungono con amarezza i lavoratori – era apparso chiaro fin dal primo momento. Abbiamo avuto pure il sospetto che la strategia di prendere tempo avesse in realtà solo l’obiettivo di nascondere il reale progetto che in gran segreto si intendeva perseguire. “Non ci sono soldi”, ci ripetevano. E questi 3 milioni da dove spuntano? Il neo presidente della Bat, Lodispoto, ha centrato un 6 al Superenalotto? Forse è più realistico pensare che queste sono risorse solamente “ereditate” da progetti avanzati da Spina e Giorgino (i presidenti della Bat che hanno preceduto Lodispoto), cioè gli stessi che a noi raccontavano che “in mancanza di risorse, non possiamo riaprire il Centro Ricerche”. Ma siccome il tempo è galantuomo, a differenza di questi personaggi, così come avevamo previsto, la verità è emersa in tutta la sua prepotenza. Sappiamo che questi signori non si vergogneranno delle loro malefatte, anzi sono già in campagna elettorale per le imminenti Elezioni Regionali: ci auguriamo che gli elettori della Bat capiscano che di gente così è meglio non fidarsi».