Intimidazioni nei confronti degli amministratori locali in Puglia: 371 episodi dal 2013 al 2018

Secondo i dati di ‘Avviso Pubblico’ un problema più che sentito ed importante

L’ultima minaccia a Ostuni nei confronti dell’ex sindaco e attuale consigliere di opposizione nel Consiglio comunale, Domenico Tanzarella: hanno sparato contro la sua casa a colpi di fucile, poco prima della mezzanotte di giovedi’. Una vicenda che sembra un vero e proprio atto intimidatorio e per la quale non si trascura alcuna pista investigativa. Ma in Puglia sono numerosi quelli che vengono considerati atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Secondo i dati di ‘Avviso Pubblico’ – associazione che riunisce gli amministratori pubblici che si impegnano nella promozione della cultura della legalita’ democratica – dal 2013 al 2018 sono stati 371 i casi registrati in una classifica che vede la regione pugliese al quarto posto dopo Sicilia (483 episodi), Campania (398) e Calabria (384).

Nel 2013, in Puglia si è registrato il picco più alto con 75 atti di minacce nei confronti degli amministratori locali con la maggioranza dei casi a Taranto (18 episodi) e Foggia (17), e ‘solo’ 3 casi nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Mentre nel triennio successivo, c’è stata una diminuzione di attentati contro sindaci, assessori o consiglieri: sono stati 54 nel 2014, 62 nel 2015, 51 nel 2016. Una recrudescenza si è registrata nel 2017 dove i tentativi di intimidazione sono stati 70, numero che è di nuovo sceso nel 2018 con 59 episodi. Tra gli atti intimidatori, segnalati da ‘Avviso Pubblico’, compare di tutto: dalle lettere minatorie, in alcuni casi accompagnate anche dall’invio di proiettili, alle telefonate anonime fino a vere aggressioni fisiche con l’utilizzo di bastoni, incendi di abitazioni o di auto, e anche spari da armi da fuoco. La fotografia che emerge da questi dati da’ un quadro dell’incidenza dei casi provincia per provincia, con improvvisi ribaltamenti da un anno all’altro. Nel 2014, ad esempio, e’ stata interessata maggiormente la provincia di Foggia con 15 casi, mentre quella di Lecce ne contava 6. L’anno successivo, il 2015, un netto capovolgimento con la provincia foggiana ‘ferma’ a 5 atti intimidatori e quella di Lecce con ben 21 casi.