Maltrattamenti ad alunni della scuola Borsellino: assolta la maestra

Per il Gup del Tribunale di Trani il fatto non sussiste

“Assolta, perché il fatto non sussiste”. È questa la decisione del gup del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, al termine del rito abbreviato, nel processo a carico di Filomena Cusmai, 56 anni, l’insegnante della scuola primaria “Paolo Borsellino” di Andria, accusata di maltrattamenti ai danni di alcuni suoi alunni.
La maestra era finita ai domiciliari, nel maggio 2015, a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari, Maria Grazia Caserta, su richiesta del pubblico ministero Simona Merra.

L’inchiesta venne avviata dopo la denuncia dei genitori di un bambino che, al momento dell’arresto, non era più un suo alunno. Il padre e la madre decisero infatti di trasferire il piccolo in un altro istituto, all’inizio dell’anno scolastico 2014/2015, proprio alla luce della presunta condotta violenta dell’insegnante.
Scattate le indagini, la Polizia installò alcune telecamere all’interno dell’aula, per monitorare il comportamento della donna: dopo circa tre mesi di registrazioni, gli inquirenti conclusero che, quello dell’alunno maltrattato, non si trattava di un caso isolato ma che, le vessazioni riguardavano anche altri bambini della classe, sottoposti a minacce, insulti e umiliazioni, anche alla presenza di un’insegnante di sostegno.

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna della maestra, mentre i genitori di sei suoi alunni si erano costituiti parte civile, avanzando una richiesta di risarcimento danni. Lei aveva sempre respinto ogni accusa, forte anche delle testimonianze di molti genitori che, al contrario, l’avevano difesa, esaltandone la grande professionalità e disponibilità.

La detenzione cautelare, venne sostituita dal gip dopo una decina di giorni, con la “sospensione per un mese dalle attività derivanti dalla funzione di docente, presso tutte le scuole, pubbliche e private”. Sospensione che è proseguita per l’intera durata del procedimento di primo grado: la donna adesso potrà tornare regolarmente al lavoro. Tra 90 giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza.