Dehors, Confcommercio e Confesercenti: «Nessuna rimozione in corso Cavour e piazza Imbriani»

Dehors, Confcommercio e Confesercenti: «Nessuna rimozione in corso Cavour e piazza Imbriani»

La nota delle due associazioni di categoria e dell’avvocato Mastroviti che segue i ricorsi

«Il giudice ha rilevato che vertendosi in ipotesi di contestazione sollevata ai sensi del codice della strada, la rimozione delle opere abusive (cioè dei dehors) dovrebbe costituire oggetto di una sanzione accessoria rispetto a quella amministrativa pecuniaria già irrogata. Sanzione che allo stato non è stata ancora comminata e che laddove fosse comminata dovrebbe essere adottata dall’autorità statale competente, e non certo dal Comune». Lo scrive l’avvocato Fulvio Mastroviti in una nota ad uno dei ricorrenti inviata insieme all’ordinanza del Tar sulla domanda cautelare proposta con il ricorso contro le diffide inoltrate ai proprietari degli esercizi commerciali di corso Cavour e piazza Imbriani.

Dunque conclude Mastroviti nella lettera «allo stato il Comune non può eseguire l’ordine di rimozione ma deve chiedere al prefetto di emettere ordinanza in tal senso». Con queste parole la Confcommercio e la Confesercenti vogliono chiarire, in attesa della sentenza contro l’intero regolamento che verrà emessa a stretto giro, ciò che sta accadendo in merito alla vicenda dei dehors ad Andria. Inoltre Claudio Sinisi e Mario Landriscina, vista la delicatezza della questione invitano anche «rappresentanti di altre associazioni non più rappresentativi a evitare interventi fuorvianti e contrari agli interessi dei proprietari dei dehors di corso Cavour e piazza Imbriani che, ribadiamo, al momento non devono smantellare nulla. La sospensiva non è stata accolta perché il Comune ha inoltrato solo una diffida agli esercenti e non un provvedimento di rimozione. Indipendentemente dall’esito dei ricorsi, che possono essere accolti o rigettati, riteniamo comunque che in questa vicenda si sia cristallizzata una cosa: chi è dalla parte dei commercianti e chi invece non fa altro che remare contro Confcommercio, Confesercenti e gli interessi di molti operatori del settore della ristorazione che con il ricorso abbiamo tentato di tutelare».