Crisi amministrativa e fibrillazioni della maggioranza: ripercorriamo le tappe del Giorgino Bis

Dalla giunta tecnica del 2015 alla revoca su facebook di giugno 2018 sino alla caduta di questa notte

Il secondo mandato di Nicola Giorgino Sindaco di Andria inizia nel 2015 con una vittoria al primo turno col 53% dei voti ma non sotto i migliori auspici: se nei primi cinque anni, dal 2010 al 2015 le fibrillazioni interne al centrodestra erano rimaste sempre sotto traccia, un segnale inequivocabile della mancanza di armonia era arrivato con il varo di una giunta tecnica presentata da giorgino nella villa comunale in una calda mattinata di luglio.

Il ritardo nell’insediamento del consiglio comunale in cui per la prima volta entrava il Movimento 5 Stelle, costò la mancata approvazione in tempi utili delle aliquote delle tasse comunali, costringendo l’amministrazione a rinunciare a parte degli introiti degli aumenti delle tasse. Nel giugno 2016 sembrava pace fatta all’interno della maggioranza e Giorgino varò la giunta politica. Ma iniziarono subito dopo i tira e molla sulla eventuale candidatura di Giorgino al parlamento con Forza Italia che ha portato non poco scompiglio nella maggioranza di centrodestra. La candidatura naufragò per l’incandidabilità dei sindaci e Giorgino rimase al suo posto ma quasi contestualmente iniziarono le fibrillazioni con Forza Italia e con la presidente del consiglio Laura Di Pilato culminate con la rimozione votata dalla maggioranza di quest’ultima dal ruolo e con l’elezione del forzista Marcello Fisfola.

La Di Pilato fu allora nominata commissario del partito azzurro dal coordinatore regionale Vitali ma proprio lei avrebbe lasciato il partito di Berlusconi per candidarsi con il centrosinistra al ruolo di consigliere provinciale. Crisi sempre più fitte insomma: nel giugno del 2018 con un post su facebook e all’insaputa di tutti Giorgino revocò la giunta politica e, ancora senza concordare nulla con i partiti della sua maggioranza, ne nominò un’altra politica a luglio. Ma il nuovo consiglio comunale lo metteva subito alle strette costringendolo a dichiarare il pre dissesto per un buco di bilancio di complessivi 36 milioni di euro. Il resto è storia più recente con il matrimonio tra Giorgino e la Lega sempre più concreto ma ancora non ufficializzato.