Si chiude con l’ultima seduta del consiglio comunale il percorso di Giovanni Vurchio alla presidenza dell’assise cittadina di Andria. Cinque anni di mandato, iniziati nel pieno dell’emergenza Covid, vissuti con quello che lui stesso definisce «forte senso delle istituzioni, responsabilità e costante impegno verso la comunità». Una parentesi che si chiude anche nel segno di una scelta personale significativa: dopo vent’anni consecutivi di impegno politico e istituzionale in città, Vurchio ha deciso di non ricandidarsi al consiglio comunale, avendo nel frattempo assunto l’incarico di consigliere regionale.

Nel suo intervento conclusivo, il presidente uscente ha ripercorso le tappe più importanti di una consiliatura segnata da momenti complessi. «Abbiamo vissuto anni complessi ma intensi nei quali il ruolo delle istituzioni è diventato ancora più centrale nella vita delle persone. In questo percorso ho cercato di svolgere il mio incarico con equilibrio, rispetto dei ruoli e senso del dovere, nella consapevolezza che la Presidenza del Consiglio Comunale appartenga all’intera città».

Vurchio ha ringraziato il sindaco, tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, il segretario generale, i dirigenti, i funzionari e i dipendenti comunali, sottolineando come le differenze politiche non abbiano mai impedito il confronto democratico. «Anche nei momenti più difficili o accesi, il dialogo istituzionale ha rappresentato uno strumento di crescita per la città».

Particolarmente sentito il passaggio dedicato alla scelta di non ricandidarsi. «È stata una decisione maturata nel tempo e non priva di emozione. Dopo tanti anni vissuti all’interno delle istituzioni cittadine, ho ritenuto giusto aprire una nuova fase del mio percorso, lasciando spazio anche a nuove energie e nuove responsabilità». L’aula consiliare, da lui definita «luogo di confronto, crescita e responsabilità condivisa», viene lasciata con emozione evidente.

Il saluto finale si è trasformato in un auspicio rivolto a chi guiderà la città nei prossimi anni: «Mi auguro sinceramente che chi avrà la responsabilità di guidare la città nei prossimi anni possa fare ancora meglio. Andria ha bisogno di continuità amministrativa, visione e capacità di affrontare le sfide future con coraggio e responsabilità». E poi la chiosa, che sintetizza il senso di un lungo percorso: «Cambiano i ruoli, ma non cambierà mai il legame profondo con la mia terra e con la comunità di Andria».