È tornato a riunirsi ieri, dopo due mesi e mezzo, il consiglio comunale di Andria con la pretesa di approvare un ordine del giorno per conferire il premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza e di tutte le guerre. Il premio Nobel però è stato assegnato la scorsa settimana a Navi Pillay, giurista sudafricana di fama internazionale. E siccome, per dirla con Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non è seria, ci è voluto l’intervento della sindaca per accordare i proponenti, con le opposizioni di centrodestra che chiedevano il rinvio e la riformulazione dell’ordine del giorno, un modello preconfezionato che ha attraversato, ma in tempi congrui, numerosi consiglio comunali di tutta Italia e che costava non molta fatica riformulare in maniera più sensata e, come ha detto la sindaca Bruno, più attuale.
Non è l’unico momento di tensione nella cronaca della riunione di consiglio di ieri: parole grosse sono volate invece tra il segretario del PD Giovanni Addario e il consigliere dello stesso partito Antonio D’Azzeo: che nell’esprimere voto comunque favorevole ad alcune variazioni di bilancio urgenti ha obiettato che l’amministrazione dovrebbe meglio programmare alcune spese. Come quella per la festa patronale che non può certo considerarsi una sorpresa dell’ultimo minuto, o l’appostamento di fondi per la sistemazione di alcune strutture sportive che da anni vivono atavici problemi. Un appunto che non è piaciuto al capogruppo Addario che avrebbe addirittura minacciato di espellere D’Azzeo dal partito.




































