Dopo le manifestazioni di Bari, la protesta contro il caro vita non si ferma e prosegue oggi sulla tangenziale di Andria e lungo la SP231 di Canosa, con olivicoltori e autotrasportatori in strada. Gasolio alle stelle, pressione fiscale insostenibile, materie prime cedute a prezzi irrisori all’ingrosso, poi raddoppiati sugli scaffali. E mentre tutta l’Italia soffre, alcuni settori sono in ginocchio. Il sistema dei trasporti e l’agricoltura, cuore pulsante dell’economia nazionale e meridionale sono allo stremo e per questo, pacificamente, i lavoratori non chiedono la luna, ma semplicemente una vita dignitosa.

Negli occhi dei lavoratori, nelle loro parole, non c’è disperazione. Forse rabbia, certamente la consapevolezza di essere giunti ad un punto di non ritorno: senza interventi strutturali, non ci sarà futuro per migliaia di aziende, famiglie, lavoratori. Dalla protesta emerge la fragilità non solo dei settori produttivi, ma delle persone.

Non soli erano i lavoratori. Al loro fianco anche qualche esponente politico, come la consigliera comunale canosina Lucia Masciulli. Lo sguardo si volge anche all’immediato futuro.