Anche nella BAT spuntano i primi cartelli “chiuso” e “gasolio terminato”. E’ l’effetto delle proteste e dei blocchi stradali che da lunedì scorso stanno interessando la zona della raffineria di Taranto dove sono in corso gli scioperi e i presidi in strada degli operai dell’ex Ilva. Il rischio di trovare sempre più distributori di servizio “a secco” è più che concreto e riguarda non solo la Puglia ma anche Basilicata e Calabria, dove si estende la rete di distribuzione della raffineria del capoluogo jonico. Ad Andria (come in altre città della BAT e della Puglia) alcune stazioni di rifornimento hanno già esposto dei cartelli eloquenti e sono deserte. In altre ci si può ancora rifornire ma è solo questione di tempo. In molti casi è infatti disponibile solo la benzina e non il gasolio. Nei distributori ancora con diesel si registrano code, una sorta di “corsa” al rifornimento prima che sia troppo tardi. In realtà la cosiddetta “psicosi” nella BAT non è in atto, come invece avvenuto in altre città pugliesi. Ma è pur vero che molti cittadini hanno scelto di fare il pieno preventivamente ed evitare di restare a secco nei prossimi giorni. Difficile sapere per quanto tempo durerà la carenza di carburante, strettamente legata alle manifestazioni in corso a Taranto. Oggi una rappresentanza di operai dell’ex Ilva e i sindacati hanno raggiunto Bari per incontrare la Regione Puglia. Gli animi sono sempre più incandescenti.