Prima colpito da un sequestro dal valore di 640mila euro circa, poi assolto dal Tribunale del Riesame, infine ritenuto nuovamente colpevole dalla Cassazione: già gravato di precedenti per stalking e maltrattamenti in famiglia, la vicenda legale di un imprenditore attivo nel commercio d’auto ad Andria si è arricchita di nuovi risvolti giudiziari.
I fatti risalgono alla seconda metà del 2025, quando l’uomo, sottoposto a misure di prevenzione personale per violenza di genere, cedette a soggetti terzi la propria azienda sulla strada provinciale 2 con l’obiettivo di aumentare in maniera illegale il proprio patrimonio. Scoperto dalla Guardia di Finanza, gli furono sequestrate 180 vetture, beni immobili, denaro contante, l’intero compendio aziendale, per un valore di 640mila euro circa.
Nei mesi immediatamente successivi, l’imprenditore impugnò il provvedimento al cospetto del Tribunale del Riesame di Trani che dispose la restituzione di tutti i beni all’indagato. Ma la Procura di Trani non si è arresa, ha presentato un ricorso e la Corte di Cassazione ha infine dato ragione al Pubblico Ministero, ordinando di procedere nuovamente contro il commerciante. Operazione che la Guardia di Finanza ha messo in atto nelle ultime ore, riponendo sotto sequestro tutti i beni dell’imprenditore.

































