
L’intergruppo consiliare ha formalmente chiesto il ritiro immediato delle proposte di delibera in materia urbanistica all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare del 28 agosto, denunciando gravi carenze documentali e motivazionali che renderebbero impossibile per i consiglieri esercitare le proprie funzioni.
Il nodo centrale della protesta riguarda l’impossibilità per i consiglieri di accedere e verificare la documentazione tecnica allegata alle delibere. Le proposte fanno riferimento esplicito a correzioni, modifiche e integrazioni senza però specificare in modo chiaro quali siano state le problematiche effettivamente affrontate, quali soluzioni alternative siano state valutate e per quali ragioni si sia optato per una scelta piuttosto che un’altra.
«Ci troviamo di fronte a un paradosso inaccettabile», si legge nella nota dell’intergruppo. «Si chiede al consiglio comunale di esprimersi su questioni tecniche complesse senza fornire gli strumenti minimi per la comprensione. La documentazione è di fatto inconoscibile, resa disponibile in malo modo e senza le necessarie spiegazioni».
L’intergruppo denuncia come questo vulnus renda «il dibattito consiliare superfluo e le eventuali approvazioni mere ratifiche di atti sostanzialmente illegittimi per carenza di motivazione». I consiglieri sottolineano come una corretta procedura avrebbe dovuto prevedere una chiara rappresentazione dei fatti e delle criticità nel corpo della delibera stessa, per rendere edotti i consiglieri di ogni passaggio decisionale.
Per queste ragioni, l’intergruppo chiede con urgenza di ritirare le proposte di delibera urbanistiche, riesaminarle integrandole con una motivazione dettagliata di ogni modifica e delle alternative scartate, e allegare una documentazione grafica chiara e facilmente visionabile, anche in aula, sul modello di quanto già fatto per altri progetti complessi come i Pinqua.
«Senza questi elementi, la partecipazione al dibattito è una pura finzione», conclude l’intergruppo. «Confidiamo in un serio riesame da parte dell’amministrazione per non dover ricorrere a tutte le iniziative di legge a nostra disposizione».



































