È il giro di boa di questa 30esima edizione del “Festival Castel dei Mondi” di Andria e la conclusione si preannuncia da fuochi d’artificio: oggi e domani 13 settembre la danza del No Gravity Theatre che lo scorso anno aveva incantato la città con l’inferno dantesco e quest’anno presenta “Avantgarde”; il grande teatro con la Medea di Agata Tomsich; e ancora le marionette della spagnola Madame Paulette che indagano con umorismo eros, perversione e voyeurismo ma anche l’installazione sonora danese Symphony Natura dall’Archivio Andersen e poi, il super ospite di questa edizione, l’attore Marco Giallini.

Ieri, 11 settembre, è tornato al Festival Roberto Latini, una delle figure più note del panorama teatrale contemporaneo, con una trasposizione inedita, moderna e dirompente del “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Una drammaturgia che non vuole raccontare la morte e la tragedia d’amore ma un’opportunità mancata, da cui ripartire per raccontare una storia nuova.

Ma c’è stato anche il ritorno di Camilla Parini, fondatrice del collettivo Treppenwitz che, proprio come nel 2024 con lo spettacolo “Je suisse (or not)”, presenta anche quest’anno una performance immersiva. Questa volta, però, invita gli spettatori a un’immersione nel mondo adolescenziale, con la sua leggerezza ma anche gravità, in una pièce intitolata “Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola”. Uno spettacolo nato da un progetto di co-creazione con degli adolescenti, in un viaggio emotivo che rivendica il diritto alla vulnerabilità e che prova a scatenare una piccola rivoluzione interiore nello spettatore.

Damiana Civita