Dopo la tragedia era calato il silenzio, ma adesso trapela qualche dettaglio delle indagini legate alla morte dei due uomini avvenuta lo scorso 4 settembre in una villa nelle campagne di Andria, a seguito dell’esplosione di un ordigno artigianale. I due corpi irriconoscibili e dilaniati dallo scoppio della bomba, hanno finalmente un nome e sono stati riconsegnati ai rispettivi familiari, che la scorsa settimana hanno potuto celebrare i riti funebri.
Si tratta del 41enne di Stornara, Giandomenico Palmieri, e del 26enne rumeno ma residente ad Andria, Costantin Mocanu. Le operazioni di riconoscimento sono state particolarmente complesse e si è risaliti all’identità delle vittime non solo dalle denunce di scomparsa, ma anche grazie a qualche oggetto di proprietà trovato sul luogo dell’esplosione.
Le due vittime stavano maneggiando materiale esplosivo ad alto potenziale. Probabilmente polvere nera, che ha una più alta percentuale di rischio rispetto al tritolo, quindi molto pericolosa se usata da persone poco esperte. Stavano costruendo una “marmotta”, ovvero uno degli ordigni artigianali utilizzati per gli assalti agli sportelli automatici che erogano denaro.
Nella villa sulla provinciale 155, in pratica si stava preparando un assalto al bancomat e gli investigatori hanno acquisito elementi tali da pensare alla presenza di altre persone nello stesso luogo. Persone, presumibilmente andriesi, riuscite a scampare miracolosamente alla morte. Appare sempre più probabile che la presenza delle vittime in quella villa non fosse frutto del caso. La villetta, infatti, appartiene ad una famiglia andriese già nota alle forze dell’ordine.


































