
Il caso dell’aggressione alle due vigilesse della polizia locale continua a far discutere ad Andria. Il movimento Liberali e Riformisti – nuovo PSI Andria è intervenuto con una nota ufficiale per chiedere piena trasparenza sui fatti accaduti nei giorni scorsi nel centro cittadino, quando due agenti in borghese sono state aggredite durante un’operazione di controllo sui mezzi elettrici.
Secondo la ricostruzione fornita dall’assessore alla Polizia Locale e riportata dalla stampa, le due vigilesse stavano effettuando controlli contro l’utilizzo scorretto di biciclette elettriche e monopattini in aree vietate quando hanno intimato l’alt ad alcuni conducenti. La risposta è stata violenta: le agenti avrebbero subito strattoni e spinte da parte dei trasgressori.
Il nuovo PSI non mette in discussione la gravità dell’episodio, ma solleva dubbi sulla narrazione dei fatti. «Chiediamo di sapere con precisione come si sono svolti i fatti. Vogliamo conoscere la verità sulla dinamica dell’accaduto e su quali siano state le reali conseguenze dell’aggressione. Non si può restare nel vago, né accontentarsi di versioni parziali», si legge nella nota diffusa dal movimento.
La preoccupazione principale riguarda il rischio di strumentalizzazione politica dell’episodio. I Liberali e Riformisti temono che la vicenda possa essere utilizzata per «alimentare polemiche strumentali o per giustificare interventi tardivi e politicamente orientati». Il sospetto è che si voglia sfruttare l’indignazione pubblica «per sollevare un polverone utile ad altri fini, magari in vista delle scadenze elettorali ormai alle porte».
Il movimento esprime solidarietà alle due agenti coinvolte, ma sottolinea che la sicurezza urbana non può essere gestita in modo improvvisato. «Serve una guida competente, responsabile, capace di pianificare interventi efficaci, condivisi, strutturati. Non si può intervenire solo sull’onda dell’emergenza o in risposta a singoli episodi», affermano i rappresentanti del nPSI.
La critica si estende anche alla gestione generale del personale della polizia locale, definito «sottodimensionato e spesso costretto a operare in condizioni difficili». Per questo motivo, il movimento rinnova la richiesta di dimissioni dell’assessore alla Polizia Locale, ritenuto «non all’altezza del ruolo affidatogli».
Il nuovo PSI sollecita inoltre un confronto pubblico tra istituzioni, cittadinanza e rappresentanze civiche per fare piena luce sull’accaduto e sui problemi strutturali che affliggono la sicurezza cittadina. «La trasparenza è il primo dovere verso i cittadini», conclude la nota, che chiede la pubblicazione di «eventuali relazioni di servizio, denunce sporte, accertamenti medici, e tutto quanto utile a restituire una fotografia fedele di ciò che è realmente accaduto».
Il caso delle vigilesse aggredite si inserisce in un contesto più ampio di tensioni sulla sicurezza urbana ad Andria, con il movimento che ribadisce come «la Polizia Locale merita rispetto» e «i cittadini meritano risposte, non propaganda».



































