Regione Puglia e comuni di Corato, Andria e Ruvo si sono costituiti questa mattina a Trani, parti civili nel processo sullo scontro dei treni avvenuto sulla linea Andria-Corato il 12 luglio 2016. In aula, all’udienza preliminare, presenti il presidente Michele Emiliano ed i Sindaci Giorgino, Mazzilli e Chieco. Per tutti la necessità di esser accanto soprattutto ai familiari delle vittime ed alle comunità coinvolte che da quell’incidente hanno riportato anche danni morali e di immagine.

«Noi saremo al fianco delle famiglie delle persone offese, perché hanno avuto vittime e feriti e lo faremo con grande determinazione. Seguirò personalmente il processo con l’avvocatura regionale – ha spiegato all’uscita dall’aula Michele Emiliano – e ci auguriamo che la verità possa contribuire almeno un po’ a lenire il dolore gravissimo che queste persone stanno ancora vivendo e vivranno per tutta la vita. Voglio rassegnare la mia gratitudine nei confronti dell’autorità giudiziaria di Trani, sia alla Procura della Repubblica che agli uffici del Tribunale, per la rapidità con la quale si sono mosse in un processo estremamente complesso. A due anni dall’evento siamo già all’udienza preliminare e, in situazioni del genere, questo è veramente un record. La totale esclusione di qualsivoglia responsabilità della Regione Puglia ovviamente per noi è un motivo di conforto, perché il chiacchiericcio in questi due anni è stato pesantissimo. Le regioni purtroppo non hanno organismi che possano controllare i loro concessionari, gli unici organi di controllo sono dello Stato, in passato l’USTIF, adesso l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, e questo è un gravissimo vulnus perché le regioni hanno la gestione dei contratti di servizio e non hanno gli organismi di controllo, quindi non siamo messi nelle condizioni, se non dal Governo stesso, di controllare l’adempimento dei contratti di servizio. E questo evidentemente deve indurre il legislatore a prendere una decisione definitiva su questo punto».

Come detto anche i Comuni di Andria e Corato, in particolare, hanno deciso di costituirsi parti civili. Atti dovuti li hanno definiti i Primi Cittadini Nicola Giorgino e Massimo Mazzilli, atti che servono a restare accanto alle famiglie delle vittime e dei feriti oltre a contribuire per quanto possibile alla salvaguardia delle comunità rappresentate all’interno della verità processuale che emergerà nel corso del lungo e complesso procedimento.