«Accertamenti senza sosta, entro giovedì quadro chiaro della situazione. Siamo ottimisti perchè l’edificio possa risultare idoneo alla ripresa delle attività didattiche». Con queste parole il presidente della provincia BAT, Bernardo Lodispoto, è intervenuto sullo stato dell’arte che riguarda il liceo “Carlo Troya” di Andria, chiuso dal 24 agosto scorso per motivi legati a gravi criticità strutturali e attualmente agibile solo negli spazi della palestra e dell’auditorium, accessibili solo al personale scolastico impegnato nelle attività propedeutiche alla ripresa delle lezioni.

Lunedì 14 settembre circa 900 studenti dovrebbero varcare i cancelli della scuola per cominciare l’anno scolastico, ma a distanza di 5 giorni non vi è ancora alcuna certezza. Pesano le oltre 200 pagine di relazione redatta dall’Agenzia del Demanio in cui la struttura non solo era stata definita non-idonea e a rischio crollo, ma addirittura inadatta ad essere inaugurata già negli anni ’70. Mentre si procede con operazioni frenetiche di indagine con i tecnici individuati dalla provincia negli scorsi giorni per ripetere e verificare tutti i saggi sulla struttura, l’ottimismo registrato del presidente Lodispoto prova a rassicurare sull’imminente avvio dell’anno scolastico. Sullo sfondo rimane in ogni caso la pesante indagine del Demanio.

Mentre dunque campioni dell’edificio sono sotto esame in laboratorio, la data da cerchiare in rosso è quella di giovedì 10, giorno in cui secondo Lodispoto dovrebbero arrivare alcuni importanti esiti delle prove di schiacciamento. Con il fiato sospeso restano famiglie, studenti, personale scolastico. La domanda è se lunedì prossimo i circa 900 ragazzi del “Carlo Troya” potranno rientrare nella propria scuola o se sarà necessaria una nuova collocazione da individuare in pochissimo tempo.