I sindacati CGIL FP, CISL FP e UIL FPL replicano al comunicato stampa emesso dall’ARIS Puglia in data 24 giugno 2025 (Qui il link all’articolo), ribadendo la legittimità dello stato di agitazione dei lavoratori del Centro di Riabilitazione Quarto di Palo e confermando il sit-in del 1 luglio davanti alla Prefettura di Barletta.

«Lo stato di agitazione sindacale dei lavoratori del Centro di Riabilitazione Quarto di Palo è ampiamente giustificato e anzi ormai improcrastinabile», si legge nella nota congiunta firmata dai segretari generali e territoriali delle tre organizzazioni sindacali.

I sindacati contestano frontalmente la versione fornita dall’ARIS, sostenendo che «a differenza di quanto sostiene l’associazione, il Centro Riabilitativo Quarto di Palo, nello specifico, non sta assolutamente applicando i dettami della D.G.R. 1490/2022 della Regione Puglia».

Secondo la ricostruzione sindacale, i lavoratori del settore domiciliare hanno sì visto un incremento salariale sulla scorta dei parametri del contratto ARIS-AIOP 2022, ma esclusivamente a questo personale dipendente del Centro Riabilitativo Quarto di Palo sono state effettivamente adeguate le retribuzioni, mentre il contratto resta sempre quello pregresso e obsoleto ARIS 2012 per gli altri.

«La stragrande maggioranza dei lavoratori di Quarto di Palo non sono sul settore domiciliare, bensì in altri settori quali quello ambulatoriale, seminternato e centro diurno, in particolar modo. E per tutti questi lavoratori nulla è cambiato dall’anno 2012», sottolineano i sindacati.

Le organizzazioni sindacali respingono anche l’argomentazione relativa ai mancati incrementi tariffari: «Il profilo squisitamente tariffario attiene prioritariamente agli interessi delle organizzazioni datoriali e non a quelle dei lavoratori. Non comprendere che dalla mancata applicazione della D.G.R. 1490/2022 derivino gravi profili di disparità di trattamento dei lavoratori vuol dire non vedere lo stato delle cose».

I sindacati ricordano inoltre che i ricorsi avanzati dall’ARIS davanti al TAR Puglia riguardano presunte illegittimità di una normativa regionale che «comunque allo stato resta valida ed efficace». Sottolineano come «le istanze cautelari di sospensione dell’efficacia della citata D.G.R. siano state tutte integralmente rigettate dal TAR della Puglia, con ciò confermando in toto la piena validità ed efficacia esecutiva della normativa impugnata».

La D.G.R. 1490/2022, secondo i sindacati, «ha un chiaro e inequivocabile intento: esplicitare la volontà del governo regionale nel voler riconoscere quale CCNL di lavoro per la sanità privata accreditata della salute mentale e della riabilitazione ex art. 26 il CCNL AIOP».

Sul tema della svalutazione monetaria, i sindacati ribaltano l’argomento: «Se è pur vero che la svalutazione monetaria ha colpito il nostro paese negli ultimi anni, quest’ultima incide in maniera ancor più grave sulle tasche dei lavoratori dipendenti del presidio A. Quarto di Palo che, a fronte di uno stipendio mensile fermo ad oltre un decennio addietro, si trovano loro malgrado ad affrontare spese sempre più insostenibili».

L’accordo ponte del 24 gennaio 2024 viene definito «solo un granello nel mare magno della pesante situazione lavorativa che i lavoratori tutti del centro di riabilitazione in oggetto vivono quotidianamente», non mancando di citare «i numerosi disservizi e problematiche interne, in special modo del settore seminternato».

I sindacati concludono invocando l’articolo 36 della Costituzione: «L’ARIS Puglia offende una norma costituzionale quale l’art. 36 Cost. il quale espressamente recita ‘Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’».

«Se si è arrivati a indire un sit-in di tal portata è proprio perché il tempo del dialogo è ormai finito», concludono CGIL FP, CISL FP e UIL FPL, confermando la mobilitazione per il 1 luglio.