
Un messaggio di auguri carico di passione civile e di preoccupazione per le sorti della democrazia italiana. La sindaca di Andria, Giovanna Bruno, ha voluto celebrare il 79° anniversario della Repubblica con una lettera aperta che è insieme celebrazione e monito.
«Carissima Repubblica Italiana, buon 79esimo compleanno. Auguri di serenità. Di unità. Di crescita ulteriore», esordisce la prima cittadina andriese, per poi lanciare subito un allarme: «Guardati dagli attacchi interni. Ce ne sono tanti, purtroppo. Non sentirti al sicuro».
Bruno ricorda come la Repubblica sia «figlia di una scelta precisa: quella del popolo italiano che esercitando il diritto di voto, esteso per la prima volta alle donne, in quel 2 giugno del 1946, ha deciso di abbandonare la monarchia». Un atto democratico, sottolinea, realizzato attraverso un referendum, «cioè una consultazione elettorale. Non un’alchimia da manuale o una legge imposta».
Proprio sul tema referendario la sindaca lancia una delle sue critiche più dure: «Quel sistema che oggi è messo in discussione da uomini e donne che incarnano ruoli istituzionali e invitano a non recarsi alle urne. Grave, gravissimo affronto a te, cara Repubblica».
Nel suo messaggio, Bruno evidenzia come la Repubblica sia «ancora giovane, non al sicuro da pericoli continui di destabilizzazione, non da delegittimazione e depontenziamento in cui alcuni sono lanciati, con la complicità dell’indifferenza e dell’arrendevolezza».
La sindaca invita a «riavvolgere il nastro di questi primi 79 anni e recuperare l’entusiasmo di quelle donne che alle urne si recavano per la prima volta», ricordando anche «la convinzione di quegli uomini che per opporsi alla monarchia morirono sul campo, sui campi di guerra».
Particolare attenzione viene dedicata al tema della pace e del ruolo internazionale dell’Italia. «Sei tutta orientata alla Pace», scrive Bruno rivolgendosi alla Repubblica, «unica e sola in grado di abbracciare le diversità di pensiero e valorizzarle in modelli di crescita democratica, bandendo ogni forma di violenza».
La prima cittadina non manca di richiamare l’attenzione sui conflitti in corso: «Non piegarti a chi ti vuole lontana dalle sofferenze altrui, a chi sta provando a farti voltare lo sguardo dagli orrori di guerra in Medio Oriente, in Ucraina, in ogni parte del mondo».
Il messaggio si conclude con un appello alla responsabilità collettiva: «Tocca a noi sostenerti, rafforzarti», ricordando che «sei noi. Tutti e ciascuno. Sei il nostro respiro, la nostra forma di governo».
«Tanti commossi auguri, carissima Repubblica Italiana. Siamo con te», conclude Bruno, firmando il messaggio datato 2 giugno 2025 da Andria con un «W l’Italia. W la Repubblica Italiana».


































