«Tiene banco in questi ultimi giorni, una polemica strumentalmente portata avanti dalle minoranze cittadine di destra, relativamente ad un presunto malfunzionamento delle Commissioni Consigliari». A parlare è Marianna Sinisi presidente di una delle commissioni, in particolare la IV, a seguito della trasmissione Spazio Città in onda su Telesveva e condotta da Roberto Straniero in cui si è parlato di politica andriese.

«Come è noto le cinque commissioni consigliari che sono presenti nella struttura organizzativa del Comune di Andria, hanno il compito di esaminare preventivamente i provvedimenti proposti dai vari settori prima che gli stessi approdino in Consiglio Comunale – spiega Sinisi – La quarta Commissione Consigliare Permanente che mi onoro di presiedere, durante una recente trasmissione di approfondimento di Telesveva è stata inopinatamente tirata in ballo dal consigliere di minoranza, esponente di una lista civica di centro-destra (Luigi del Giudice ndr), come una commissione che “sistematicamente va deserta” per significare quasi un essere fannullone dei suoi componenti. Quanto affermato va con forza rigettato e contraddetto a tutela della onorabilità mia e di tutti i consiglieri che la compongono, in quanto ogni qualvolta siano pervenuti provvedimenti di competenza della medesima commissione, questa si è regolarmente convocata e insediata grazie al lavoro ed al senso di responsabilità di tutti i commissari componenti, pronunciando tempestivamente il proprio parere e quindi inviando i provvedimenti all’esame definitivo dell’Aula Consigliare. Vero è che i provvedimenti posti all’esame della medesima quarta commissione essendo per loro natura specifici, non sono numerosi e che pertanto non vi è necessità di riunirla con frequenza: questo per significare che le sedute non vengono effettuate tanto per incontrarsi, ma sono convocate per la stretta occorrenza, limitando in tal modo l’entità dei costi solo a quelli necessari».

«Crediamo che il rispetto per i colleghi consiglieri vada sempre e comunque tutelato e non leso con polemiche che non trovano alcuna giustificazione nella realtà dei fatti».