Si può sorridere, come è giusto che sia, su un inciampo lessicale provocato dall’emozione. Altro è trascendere i toni e dare sfogo alle proprie frustrazioni utilizzando il divertente episodio come pretesto per dare via libera ad insulti e volgarità verso chi ne è stato protagonista. Il video reso virale su Facebook dal comico Pinuccio in cui si ascolta la candidata sindaco di Andria Laura Di Pilato utilizzare un’espressione vietata dai dizionari di italiano è diventato oggetto di facile ironia, com’era prevedibile, ma anche di pesanti offese da parte degli immancabili odiatori del web. Non è la prima volta che l’avvocato andriese deve fare i conti con la violenza verbale, spesso gratuita, riversata sui social network. Le critiche anche feroci vanno accettate, sottolinea Laura Di Pilato, ma offese e volgarità non saranno più tollerate.

Il messaggio è rivolto a quanti pensano che sul web possa essere essere espresso impunemente qualsiasi pensiero, anche il più lesivo della dignità altrui. Offendere sui social network, ricorda Laura Dipilato, è un reato perseguibile dalla legge.

L’invito di Laura Di Pilato, candidata sindaco di Andria per un progetto civico, è ad abbassare i toni in favore di una campagna elettorale in cui si lascino da parte le offese personali e si discuta serenamente di idee e programmi per lo sviluppo futuro della città.

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