Regolamento Polizia Locale, Andria Bene in Comune: «Non di sole pistole vive la città»

Regolamento Polizia Locale, Andria Bene in Comune: «Non di sole pistole vive la città»

La nota del movimento politico: «Occupiamoci della nostra vita per difenderla e migliorarla»

«La nostra scelta etica è contro la violenza e l’abuso delle armi, in ogni situazione. Ma i tutori della legalità devono, in forme legali, portare armi: per difendere la loro vita e per ripristinare la autorità della legalità pubblica. Per cui, se le cosiddette pistole elettriche hanno minore impatto offensivo ben vengano rispetto alle pistole tradizionali. La riflessione etica si ferma qui. La criminalità si combatte con le indagini, la intelligence, una magistratura che funziona e una società civile che reagisce e isola». Così il movimento politico “Andria Bene in Comune” commenta l’intervento del Commissario Prefettizio sul nuovo regolamento della Polizia Locale

«Dal punto di vista della città reale chiediamoci: quante volte è stata usata un’arma esplosiva dai vigili urbani? A mia memoria mai, ed è più o meno così. La nostra vita cittadina è ogni giorno minacciata da mille prepotenze, dalle gang alle bici elettriche che sfrecciano, dalla occupazione di spazi ad un traffico impazzito che genera nevrosi e aggressività. Da episodi violenti a esplosioni in pieno centro cittadino, da inquinamento diffuso e mancato rispetto delle regole di convivenza. Che c’entra tutto questo con le pistole? Vediamo da vicino l’ordinanza del Commissario. Le pistole elettriche sembrano uno specchietto per le allodole, per far riversare un pò di rabbia sociale e lasciare tutto invariato. Molte cose sono condivisibili, come l’unica novità per il Daspo Urbano in certe aree cittadine. Ma dopo il documento di carta? Che ne sarà della Villa e delle aree pubbliche, e di tutta la città. Dove le violazioni violente rendono impossibile la vita associata? Del traffico dove ogni prepotenza diventa legge? Della vendita abusiva di frutta e verdura che inquina molto più del resto? Tutte le ordinanze c’erano già, compresa quella per vietare i fuochi di artificio. Invece anche ieri sera, come una sera si e una no, a Largo Appiani e in altri luoghi cittadini vengono esplosi fuochi in mezzo alla gente e ai bambini che giocano. Indisturbati e indifferenti alle ordinanze e ai dibattiti di carta.

Il Commissario Prefettizio fa solo il suo mestiere: è a noi che spetta decidere che città vogliamo. Come? per esempio in questi giorni il Daspo ai violenti in piazza Duomo è stato dato dai commercianti che si sono organizzati per incontri civili di cultura e hanno di fatto allontanato altri comportamenti: controllo sociale e se verranno Daspo da Vigili ben vengano a carico di chi le merita. Le città sono rese più sicure dalla tecnologia: esistono ormai sistemi di sorveglianza e riconoscimento che aumentano di molto la sicurezza e la capacità di prevenire i comportamenti violenti. Sistemi di smart city. Qui ad Andria neanche l’idea si è fatta strada. Si possono realizzare senza costi aggiuntivi per il Comune. Questi esempi si intrecciano: controllo sociale dei cittadini, tecnologia e smart city insieme ad una città che vuole rialzare la testa. Insieme si può. Non siamo condannati a rimanere indietro. Per un pò parliamo di questo, della città reale, di chi fa proposte e si prende la responsabilità di attuarle, di come ci si tira fuori dal pantano anche del dis-ordine pubblico. Lasciamo manovre e candidature agli interessati. Occupiamoci della nostra vita per difenderla e migliorarla, non lo farà nessuno al posto nostro.