La giornata di ogni cittadino dovrebbe comprendere l’attività sportiva, specialmente se si tratta dei più giovani. Dopo il lavoro, dopo la scuola in molti si dedicano ad attività fisica, addirittura a livello agonistico. Il nuoto, tanto per consumare ulteriormente un luogo comune, è uno degli sport più completi. Ad Andria sarà off limits però. Questo cartello campeggia sui cancelli della piscina comunale da luglio e la riunione della commissione consiliare tenuta ieri presso il comune ha consegnato la triste realtà: in mancanza del bando per la gestione, l’immobile comunale non sarà riaperto. Una forte penalizzazione per le migliaia di andriesi che la frequentano, un disastro sportivo per gli ottanta che qui si allenano per le attività agonistiche, un dramma occupazionale per le trenta persone, tra istruttori e personale amministrativo che lasciano il posto di lavoro, un disagio per i genitori dei 40 agonisti più piccoli costretti ad emigrare tra Barletta e Ruvo.

La convenzione per la gestione della piscina comunale di via delle Querce è scaduta il 31 dicembre del 2016. Una proroga di un anno è stata concessa proprio per preparare il bando per la nuova assegnazione della gestione, poi l’ulteriore proroga e, in mancanza del bando, la chiusura arrivata a luglio: il silenzio generale era frutto della speranza che in qualche modo la situazione si sarebbe potuta risolvere. Almeno temporaneamente e infatti il gestore aveva dato disponibilità a proseguire le attività. Anche il MEF, nella sua relazione, aveva indicato la strada del bando perchè, giustamente, non è possibile che un bene comunale così sia gestito in proroga. Cosa sia mancato per la pubblicazione del bando è difficile da comprendere e lo scaricabarile è certamente lo sport più praticato in questi giorni. Sicuramente più del nuoto che ad Andria si poteva praticare in una struttura che, per quanto non perfetta, è considerata tra le migliori di Puglia, posizionata subito dopo lo stadio del nuoto di Bari. Qui campeggiano ancora gli striscioni delle mamme ultras che hanno tifato per i propri figli nelle gare ufficiali che hanno sostenuto e che spesso abbiamo seguito con le nostre telecamere.

Magari gli striscioni resteranno a ricordare come un cattivo lavoro amministrativo abbia provocato disagi ad una grande città come Andria. Ciò che non ci sarà più molto presto saranno tutte le attrezzature delle piscine, copresi i blocchi di partenza, gli asciugacapelli, scrivanie, computer e persino alcune porte che il gestore si sta occupando di portare via come da obbligo di contratto. La protesta di tanti è forte in questi giorni ed arriva insistente nella nostra redazione. Più forte però è stato l’immobilismo di chi a due anni dalla scadenza del contratto non è stato capace di pubblicare il bando per la gestione.