Un selfie insolito quello scattato domenica scorsa nella parrocchia SS. Trinità di Andria. Un foto che ritrae il vice parroco don Francesco Santomauro insieme a tutta la comunità durante la Santa Messa. Il selfie è stato pubblicato sulla pagina Facebook della SS. Trinità e in poche ore ha fatto il giro del web, con più di 200 like, 77 condivisioni e circa 8 mila persone raggiunte, ovvero persone che hanno visto la foto.

Ma al di là dei numeri, l’idea è nata con radici formative, e non solo. L’iniziativa si chiama “Pronti a scattare” ed è stata realizzata dall’Azione Cattolica Ragazzi nazionale e presa in prestito dagli educatori ACR della stessa parrocchia in occasione dell’annuale “Festa del Ciao”. “Pronti a scattare” vuole incoraggiare i più giovani a “fotografare” i momenti più belli della propria vita, darne un valore, così come fotografare un amico in un dato momento della sua vita per essergli al fianco e capirne il proprio stato d’animo. E ancora, esaltare i particolari e non fermarsi al “generico”, poiché spesso si è abituati ad uno sguardo generale su ciò che ci circonda, senza focalizzare le meraviglie che la realtà offre nel dettaglio.

L’idea formativa è piaciuta così tanto al vice parroco don Francesco Santomauro a tal punto da decidere, a coronamento dell’iniziativa, di scattare un selfie durante la Santa Messa della domenica e immortalare l’intera comunità in festa in una foto che è piaciuta davvero a tutti.

«I social network vanno utilizzati in maniera saggia – ha spiegato il parroco della SS. Trinità, don Peppino Buonomo – non per ostentare un qualcosa di futile, o una foto in sé per sé. La nostra pagina Facebook, giovanissima tra l’altro, vuole incontrare la propria comunità, e non solo, anche tramite il web. E credo sia importante essere al passo con le nuove generazioni, per offrire un piccolo esempio. Spesso i social vengono utilizzati per esprimere sentimenti di odio o per appagare la propria immagine, noi vogliamo diventi un modo per immortalare i momenti di gioia, i sorrisi e tutto il sano amore per gli altri che contraddistingue la nostra comunità».