
Pubblichiamo la nota stampa firmata da Benedetto Messinese, segretario provinciale dei Giovani Democratici BAT:
«Il 30 ottobre, come in molte città d’Italia, anche nella provincia BAT centinaia di ragazze e ragazzi sono scesi in piazza per far sentire la propria voce. A Barletta, Andria e, nelle scorse settimane, anche a Trani e Canosa, abbiamo visto piazze vive, partecipate, attraversate da una generazione che prova a mettere in discussione il proprio presente e soprattutto il proprio futuro.
Si è trattato di manifestazioni pacifiche, animate prevalentemente da studenti e giovani lavoratori che hanno voluto porre all’attenzione della politica temi che riguardano tutti noi: il costo della vita, il caro-affitti, l’aumento dei prezzi delle abitazioni, la difficoltà nell’accedere a un mutuo, salari spesso insufficienti a garantire autonomia e progettualità, il caro carburante che inevitabilmente incide sul costo della vita e della spesa quotidiana, fino ad arrivare alle grandi questioni della sanità e della scuola pubblica. Quello che chiediamo come giovani, e non solo, oggi non è poi così diverso da ciò che hanno avuto le generazioni precedenti.
I giovani studenti chiedono la possibilità di costruire.
Di poter immaginare una famiglia.
Di poter comprare una casa.
Di poter restare nella terra in cui sono nati senza essere costretti a scegliere tra le proprie radici e il proprio futuro. In una parola: chiedono dignità.
Lo sciopero generale degli scorsi giorni rappresenta un termometro importante del disagio che attraversa il Paese e che riguarda in modo particolare il Mezzogiorno e le nuove generazioni.
Ma proprio ai ragazzi e alle ragazze che in questi giorni sono scesi in piazza vorrei rivolgere un appello. Se siete arrabbiati, se siete delusi, se vi sentite ignorati dalla politica o da chi governa, non abbandonate la partecipazione. Al contrario: occupate gli spazi della democrazia.
Entrate nelle associazioni, nei sindacati, nei movimenti, nei consigli studenteschi, nei partiti. Invadeteli di idee, di energie e di competenze. Perché l’unico modo per cambiare davvero le cose è partecipare.
Le porte dei Giovani Democratici della BAT saranno sempre aperte a chiunque voglia mettersi in gioco. Ma la questione più importante non è il colore politico del contenitore bensì il modo in cui quel contenitore riesce a farci esprimere. La vera sfida è trasformare la rabbia, la frustrazione e la disillusione in proposte, pragmatismo e cambiamento reale.
Da segretario provinciale dei Giovani Democratici, il mio cuore si riempie di speranza e gioia, ogni volta che vedo un corteo guidato da miei coetanei o da ragazzi ancora più giovani. Quando vedo cartelli scritti a mano, slogan inventati sul momento, discussioni nate tra i banchi di scuola o nelle università.
Perché lì vedo una generazione che non si arrende. Noi siamo la Generazione Z.
Siamo spesso descritti come distratti, disinteressati o individualisti. Eppure quando ci mobilitiamo dimostriamo esattamente il contrario. Per questo oggi voglio dire una cosa semplice a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che hanno riempito le piazze della nostra provincia: siamo una generazione straordinaria. E se a volte non sono i potenti a riconoscerlo, guardiamoci negli occhi e diciamocelo da soli.
Con il nostro linguaggio.
Con il nostro entusiasmo.
Con la nostra voglia di cambiare le cose.
Perché il futuro appartiene a chi ha il coraggio di immaginarlo».


































