Uno scontro tutto interno al PD dai toni duri e con scambio reciproco di accuse quello andato in scena ieri, venerdì 8 agosto, in conferenza dei capigruppo ad Andria. Il racconto in una nota è di diversi consiglieri di opposizione in particolare di Movimento Pugliese, Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno scelto poi di abbandonare la riunione criticando aspramente la scelta operata dall’amministrazione comunale e soprattutto i toni utilizzati.
Oggetto dello scontro tra il capogruppo del Partito Democratico Gianluca Sanguedolce ed il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Vurchio sarebbe stato un provvedimento relativo all’affidamento della piscina comunale. Il capogruppo, dicono le opposizioni, avrebbe accusato il Presidente di «operare al limite della legalità reo di aver chiesto accesso agli atti proprio sulla questione piscina comunale». Un tema sensibile che in città ha già provocato nel tempo molta discussione e che l’amministrazione guidata da Giovanna Bruno ha più volte promesso di voler risolvere in tempi rapidi. La vicenda è piuttosto nota ed affonda le radici ormai all’era commissariale di oltre cinque anni fa con la chiusura della struttura di via delle Querce, una lunga battaglia legale tra ente e vecchi gestori, un importante deperimento di vasche e attrezzature ed un primo tentativo di affidamento andato però deserto. Ora il nuovo tentativo con un provvedimento che è arrivato però all’ultimo istante in conferenza dei capigruppo e che dovrebbe esser posto all’attenzione del consiglio comunale nella prossima seduta del 28 agosto.
Un provvedimento “sorto come un fungo per magia” hanno spiegato i consiglieri di opposizione in una nota Del Giudice, Fisfola, Fracchiolla, Marmo e Barchetta. I cinque hanno ribadito che il tema della piscina resta tra le priorità ma risolverlo in pieno periodo ferragostano e con procedure definite chiuse non è sembrata una scelta in linea con i principi di trasparenza.
Ma la protesta si concentra anche su altri provvedimenti giudicati “non urgenti” dei quali nessuno avrebbe scontato i dovuti passaggi in commissione come la variante al Prg con una modifica delle Nta senza sviluppare incontri e consultazioni con tecnici e categorie interessate, hanno tuonato nella nota le opposizioni. Così come i toni utilizzati nella riunione definiti “indecenti per gli scontri da baracconte” sia all’interno della stessa maggioranza che contro le minoranze. Una dura nota critica che sottolinea ancora una volta il complesso scontro in atto tra diverse fazioni ad un passo, ormai, della chiusura della consiliatura guidata da Giovanna Bruno. La critica politica si concentra sia sul primo cittadino e sulla possibile sua candidatura verso le prossime elezioni regionali che sulla maggioranza definita “baraccona” ma soprattutto “reincollata”.


































