
Prosegue e si amplia il progetto di inclusione sociale promosso dalla questura di Barletta-Andria-Trani, che coinvolge persone con disabilità in attività di accoglienza e di supporto all’utenza all’interno degli uffici della polizia di Stato. I partecipanti contribuiranno anche alla diffusione dei contenuti di prevenzione e sicurezza rivolti ai cittadini.
Alla luce dei risultati positivi raggiunti nel primo anno di attività, il protocollo di collaborazione sottoscritto nel dicembre 2025 è stato rinnovato e ulteriormente ampliato, con l’ingresso, a partire dal mese di settembre, dell’associazione «Divine del Sud». Si aggiunge così alla rete già composta da Work-Aut società cooperativa sociale, Associazione italiana persone Down, sezione di Barletta, Fondazione pugliese per le neurodiversità Ets e Centro Zenith, oltre ai gruppi di volontariato e protezione civile dell’Associazione nazionale della polizia di Stato di Barletta, Andria e Trani.
Un ampliamento significativo, che testimonia la volontà della questura di fare rete e di trasformare l’inclusione in una pratica concreta, attraverso la collaborazione tra istituzioni, associazioni e territorio. Le attività, riprese dal 21 settembre 2026, consentono alle persone con disabilità coinvolte nel progetto di svolgere compiti di accoglienza all’interno degli uffici della questura, secondo modalità calibrate sulle capacità e sulle attitudini individuali e con il costante supporto dei tutor individuati dagli enti partner e del personale della polizia di Stato.
Il progetto, però, non si limita all’accoglienza. Nella sala d’attesa della questura è stato installato uno schermo dedicato alla trasmissione di contenuti informativi e video esplicativi realizzati dalla polizia di Stato. Durante l’attesa, i cittadini possono così visualizzare informazioni utili sui principali servizi digitali e sugli strumenti a disposizione della cittadinanza. Tra i contenuti trasmessi ci sono video esplicativi sulle denunce online, sull’applicazione YouPol e sulle modalità di utilizzo dei servizi della polizia di Stato, oltre a materiali dedicati alla prevenzione delle truffe ai danni degli anziani, al Codice rosso e ad altre campagne di sensibilizzazione. Un vero e proprio punto informativo, capace di trasformare anche il tempo trascorso negli uffici in un’occasione per conoscere meglio i servizi della polizia e acquisire informazioni utili per la propria sicurezza.
In questo percorso le persone coinvolte nel progetto di inclusione sono chiamate a svolgere un ruolo attivo: non soltanto accogliere e orientare l’utenza, ma anche contribuire, attraverso semplici attività di collaborazione, alla diffusione di informazioni e messaggi di prevenzione. L’iniziativa rappresenta così un esempio concreto di come inclusione e servizio al cittadino possano procedere insieme. Le persone con disabilità diventano parte attiva della vita della questura e, allo stesso tempo, contribuiscono a rendere l’informazione della polizia di Stato sempre più accessibile e vicina alle esigenze dell’utenza.
Il rinnovo del protocollo e l’ingresso di nuovi soggetti nella rete confermano la volontà della questura di rafforzare il rapporto con il territorio, valorizzando il contributo delle associazioni e costruendo, attraverso la collaborazione, una cultura sempre più concreta dell’inclusione e della partecipazione.


































