La storia è un melodramma giocoso: il giovane contadino Nemorino s’innamora della bella e ricca Adina che lo rifiuta, fino a quando un ciarlatano gli vende un finto elisir d’amore, del semplice vino: tra equivoci e simpatici intrecci alla fine i due si innamorano. È l’opera lirica ottocentesca “L’elisir d’amore, di Gaetano Donizetti sul libretto di Felice Romani. Ma a portarla in scena ieri a Barletta, nella Chiesa di S. Antonio, riambientata in epoca contemporanea, è la giovane regista andriese Marialuisa Bafunno che, dopo anni in giro per i grandi palchi, dalla Scala di Milano al Teatro Regio di Parma, approda finalmente, per la prima volta, a casa.

L’opera è il punto d’arrivo di un laboratorio che la compagnia newyorkese “POVAI” ha scelto di svolgere proprio in Puglia, in collaborazione con l’Apulia Sinfonietta e la Fondazione Ciccolini. Accanto a Marialuisa Bafunno anche un altro orgoglio andriese, Riccardo Sgaramella, costumista e scenografo dell’opera.

L’opera, in replica anche il 6 e il 7 agosto, con ingresso libero su prenotazione, è un progetto importante che, per Bafunno e Sgaramella, diventa anche l’occasione per diffondere il genere in una terra con minor tradizione lirica e, quindi, farla scoprire a un pubblico nuovo.