La scuola pubblica nella provincia di Barletta-Andria-Trani è al centro di una dura denuncia della Flc Cgil Bat. Angela Dell’Olio, segretaria generale del sindacato, lancia l’allarme contro i tagli agli organici imposti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che nel territorio si traducono in chiusure di classi, riduzione dell’offerta formativa e formazione di classi che raggiungono, in diversi istituti, i 30 alunni.

Per Dell’Olio non si tratta di semplici operazioni di razionalizzazione, ma di «scelte politiche miopi che colpiscono direttamente il diritto allo studio, penalizzando gli studenti, le famiglie e l’intero personale scolastico».

La denuncia del sindacato si concentra su quattro aree critiche. La prima riguarda la chiusura di classi e sezioni: nonostante la presenza di bisogni educativi complessi, i tagli stanno eliminando presidi didattici fondamentali. La seconda è il sovraffollamento: classi con 28-30 alunni risultano incompatibili non solo con una didattica inclusiva e personalizzata, ma anche con le norme basilari di sicurezza. La terza investe il personale: la riduzione dell’organico docente e ATA sta aggravando i carichi di lavoro e peggiorando le condizioni di servizio. La quarta riguarda la penalizzazione dei cicli base, in particolare la scuola dell’infanzia e il primo ciclo, dove la continuità educativa è considerata fondamentale per contrastare la dispersione scolastica.

«In un territorio già segnato da fragilità sociali e carenza di servizi — dichiara Dell’Olio — ridurre l’organico significa indebolire l’unico vero presidio democratico e culturale presente nelle nostre comunità. È inaccettabile che, mentre si sbandiera il principio del “merito”, si costringano le scuole a operare in condizioni che impediscono di garantire inclusione e sicurezza. La scuola pubblica non si taglia: si difende».

Il sindacato avanza richieste precise alle istituzioni: il ripristino degli organici con assegnazione di posti adeguati ai reali bisogni delle scuole del territorio, la revisione del numero di alunni per classe in linea con gli standard europei e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale per riconsiderare i parametri applicati nella BAT.

«Serve un piano straordinario di investimenti e risorse mirate per contrastare la dispersione e la povertà educativa. La nostra mobilitazione continuerà insieme alle RSU, ai dirigenti scolastici, al personale tutto e alle famiglie. La scuola pubblica è un bene comune: tagliarla significa compromettere il futuro delle nuove generazioni», conclude la segretaria generale.