Maggiori oneri energetici: era questa la motivazione per cui, centinaia di agricoltori o propietari di terreni e ville che facevano capo all’ormai ex Consorzio per le Bonifiche Terre d’Apulia tra Bari e BAT, avevano ricevuto dopo circa 3 anni cartelle di pagamento relative a conguagli del 2022 per il costo dell’acqua. Una mannaia che aveva in sostanza raddoppiato le tariffe per quell’anno tra le altre cose comunicato dopo diverso tempo. Per fronteggiare le proteste arrivate dalle associazioni di categoria e dalla stessa politica, è intervenuta la regione dopo un emendamento presentato a settembre scorso dal gruppo Fratelli d’Italia con firmataria la consigliera, poi riconfermata, Tonia Spina, con l’appostamento di circa 1 milione e 300mila euro che permette di sospendere quei conguagli in attesa di rideterminare eventuali ulteriori oneri a carico degli agricoltori. Il consorzio per le bonifiche Terre d’Apulia che comprendeva i territori di Bari e BAT in realtà non esiste più essendo stato inglobato in un soggetto unico chiamato consorzio di bonifica Centro Sud voluto dalla stessa Regione Puglia eliminando anche gli altri consorzi presenti sul territorio.
Ma i soldi stanziati, accolti con favore da tutti coloro i quali si erano battuti su questo tema, sono solo una goccia nel mare di problematiche relative proprio a questi enti. Coldiretti, per esempio, ha parlato di richieste comunque illegittime perchè riferite a periodi antecedenti alla pubblicazione delle delibere e comunque ingiustificabili per il ritardo con cui le fatture vengono recapitate. Problemi riportati poi dalle aziende che non riescono a programmare, così come i cittadini proprietari di appezzamenti o ville, le spese di gestione. Naturalmente con l’intervento della regione si tende a mitigare il problema considerato che le cartelle inviate ammontano a circa 4,2 milioni quindi comunque le somme sono solo sospese e saranno rideterminate.
Sulla stessa lunghezza d’onda sono stati gli interventi di CIA e Confagricoltura che hanno denunciato come continuino a piovere sulla testa degli agricoltori cartelle di pagamento di anni addietro non solo per la questione acqua ma anche per il famoso tributo 630 che dovrebbe servire a mettere in campo opere essenziali per la bonifica dei luoghi ma che, spesso si perdono stritolate nei costi di una esosa burocrazia.


































