Riceviamo e pubblichiamo il messaggio del sindaco di Andria, Giovanna Bruno, in occasione del 1 maggio, festa dei lavoratori:

«Il Primo Maggio resta un’importante occasione per riflettere su diritti
e conquiste, ma anche per denunciare le sfide perse e quelle tutte
ancora da giocare.

Dal tasso di disoccupazione ancora tanto elevato alle frammentarie
politiche nazionali sul lavoro; dalla negazione del salario minimo alla
disparità di genere nell’accesso al mondo del lavoro e nella
retribuzione; dalle troppe morti sui luoghi di lavoro ai latitanti
protocolli di sicurezza; dal lavoro sommerso alla mancata salvaguardia
di arti e mestieri che genererebbero economia. Il quadro che ne emerge,
parziale, è solo un frammento di cosa oggi significhi questa
celebrazione. O, forse, di cosa “non significhi più”.

Ma resta l’imperativo costituzionale in base al quale “l’Italia è una
Repubblica democratica, fondata sul lavoro” (art. 1).

Lavoro da garantire, da tutelare, da rendere sicuro e produttivo. Perchè
così cresce un Paese. Così si alimenta la speranza nei giovani e si
consolida la serenità nei meno giovani.

Come comunità cittadina non ci vogliamo tirar fuori da riflessioni e
scelte ed ecco che alle analisi proviamo a far seguire le azioni: in
questa direzione vanno i tanti progetti presentati e finanziati, che
stanno creando occasioni di impiego e stanno generando ecomomia
cittadina; così come la scelta di investire sulla formazione per i
nostri ragazzi, puntando alla costituzione dell’ITS Puglia Academy,
attraverso cui i giovani possono essere immediatamente reclutati e
inseriti nel mondo del lavoro. Anche tutte le opportunità di sviluppo
imprenditoriale e commerciale in Città, puntano a nuove opportunità
assunzionali. Poi tutta la valorizzazione della parità di genere, la
salvaguardia dei posti di lavoro nella municipalizzata e in ordine alla
gestione dei parcometri; i concorsi e le assunzioni nella pubblica
amministrazione che erano fermi a un ventennio addietro.

Sullo sfondo c’è tutto l’impegno sulle nuove aree produttive, già reso concreto
attraverso il regolamento PIP e la sua attuazione. Le modifiche agli
strumenti urbanistici, in grado di generare una semplificazione
operativa che significa riqualificazioni, rifunzionalizzazioni e nuove
realizzazioni che passano da professionalità di vario tipo, quindi altro
lavoro. Poi la promozione turistica che intercetta l’interesse di tanti
giovani e giovanissimi.

Insomma, questo Primo Maggio ha il sapore di un bilancio delle azioni
concrete attuate ma anche quello delle aspettative future, con uno
sguardo attento e coinvolto al referendum dell’8 e 9 giugno, con ben 3
quesiti incentrati sui temi del lavoro.

Nel ringraziare tutti coloro che generano lavoro e tutti coloro che il
lavoro lo nobilitano con dedizione e dignità, assicurando sempre
ulteriore impegno per difenderlo e promuoverlo, auguro a tutti un buon
primo maggio».