È l’utilizzo della dolina “Gurgo di Andria” come recapito di opere idrauliche il primo argomento affrontato dalla V Commissione del presidente Mazzarano. Si tratta di una delle doline carsiche più grandi della Puglia. Caratteristica comune a tutte le doline è la forma a conca chiusa, creata dallo scioglimento del carbonato di calcio che costituisce le rocce.
La consigliere Grazia di Bari ha chiesto l’audizione su “questo tema molto importante per il territorio andriese”. Infatti il Gurgo si trova a due chilometri a sud-ovest dalla città di Andria, a poche decine di metri dal Santuario del SS. Salvatore.

Il Gurgo deve il suo nome alla presenza sul proprio fondo di un inghiottitoio naturale per le acque piovane. Il termine gurgo significa proprio “gorgo”, “vortice”. Il perimetro totale è lungo 800 metri e al suo interno sono state rinvenute nove grotte di varia grandezza e accessibilità. La consigliere Di Bari ha spiegato che «nonostante la sua valenza geologica, archeologica e ambientale la si vuole utilizzare per raccogliere le acqua e piovane allo scopo di mitigare gli effetti di un eventuale dissesto idrogeologico. Bisogna trovare una soluzione diversa non può essere vasca di raccolta delle acque».

Con questa opera impattante nel suo complesso, perché dovrebbero essere distrutti anche alberi di ulivo «si vuole distruggere un intero territorio con conseguente cambiamento dal punto di vista paesaggistico», ha sottolineato la consigliera Di Bari. La provincia assente in Commissione dovrebbe essere l’ente al quale spetta una importante autorizzazione. Il Comune di Andria ha sollecitato l’adozione di un progetto meno impattante chiedendo alla Regione un pronunciamento il tal senso. Intorno a questa vicenda si sono mossi, l’ordine dei geologi, il forum ambientalista e SIGEA (società italiana di geologia ambientale), tutti concordi nella necessità di effettuare altri studi di fattibilità per la ricerca di altri siti.

Dall’ufficio del Commissario di governo per il dissesto idrogeologico spiegano che pur non essendo innamorati a questa soluzione e quindi disponibili a progetti alternativi, hanno ribadito la necessità di risolvere il rischio idraulico per Andria e che comunque, il Gurgo riceverebbe acqua solo in caso di eventi eccezionali.

Il presidente Mazzarano ha convenuto con la necessità di interpellare la provincia in audizione, per avere un quadro completo.