Di seguito, il testo integrale dell’omelia del vescovo di Andria, Mons. Luigi Mansi, in occasione del mercoledì delle Ceneri.

«Carissimi fratelli e sorelle,

Inizia la Quaresima e la prima cosa che oggi dobbiamo fare tutti quanti è elevare al Signore il nostro ringraziamento perché ci dà ancora questa occasione. Sì, la Quaresima è un dono di grazia, e noi questo dono lo possiamo accogliere ma lo possiamo sciupare, perdere. Ci ha ricordato san Paolo, nella seconda lettura: “Io vi supplico, sono come un ambasciatore da parte di Dio: lasciatevi riconciliare con Dio”. Non dice: Riconciliamoci, ma “lasciamoci riconciliare”! Questo per noi, dunque, è davvero un tempo favorevole, non lo sciupiamo.

Fra poco, tutti riceveremo la cenere sulla testa e ci sentiremo ripetere l’invito alla conversione. Poi gli altri riti della Quaresima: la Via crucis, i riti penitenziali… Tutto qui? No. Abbiamo ascoltato il profeta: “Laceratevi il cuore e non le vesti”. Il rinnovamento parte da dentro. Non è pura esteriorità ma è un cambiamento che deve avvenire prima di tutto dentro e sappiamo bene che questo non si fa dall’oggi al domani. Cioè noi tocchiamo continuamente con mano la nostra fragilità, la nostra povertà; ma l’importante è metterci in cammino con il desiderio di arrivare a una meta: la Pasqua. Sarà dunque un cammino di purificazione, un cammino di correzione graduale delle cattive abitudini, di tutto ciò che è contro il Vangelo, correzione dei pensieri, delle parole, dei gesti, dei comportamenti.

Propositi, impegni, con uno sguardo concreto ai tanti aspetti della vita cristiana: prendiamo i comandamenti, uno per uno e su ciascuno avremo degli esami di coscienza e dei propositi da fare. A cominciare dalla preghiera, occorre dare più spazio alla preghiera, dare a Dio più tempo. Non diciamo la solita storia che non c’è tempo, che abbiamo da fare, che andiamo di fretta… Tutte chiacchiere! Il tempo si trova, si trova quando si vuole. Per una partita si è capaci di viaggiare giornate intere, per uno spettacolo si è capaci di stare ore e ore davanti al televisore, poi non diciamo che dieci minuti per pregare non ci sono. La preghiera, prima di tutto, proviamo a pregare di più. Sia la preghiera il respiro quotidiano durante le nostre giornate; basterebbe la fedeltà alla preghiera del mattino e della sera che non è un segno di croce fatto quasi per scaramanzia, ma è dialogo con Dio. La preghiera prima del pasto, farci un segno di croce per ringraziare Dio della provvidenza. Piccole cose, certo, ma magari fossero degli appuntamenti solidi. La preghiera della domenica: facciamo un bel proposito tutti quanti, cioè che non dovremo mai mancare a messa la domenica. È importante! Recuperiamo la domenica, il giorno del Signore.

Poi, seguendo la traccia del Vangelo, l’elemosina, la solidarietà verso gli altri, che non è mettere soltanto, infastiditi, una moneta nella mano di qualcuno che la stende. L’elemosina è farsi carico delle situazioni di disagio che incrociamo nella nostra vita; l’amore verso il prossimo a cominciare dall’amore verso i più poveri, verso gli ultimi, i diseredati, gli sfortunati.

Poi ancora il digiuno, cioè tornare a lottare contro le passioni; il dominio di sé, si tratta di gesti penitenziali che non si fanno per il gusto di dire: “Ho fatto il digiuno”, ma che sono lo sforzo di dire di no a se stessi prima di tutto, misuraci con delle privazioni per educare il cuore, per educare la volontà, per smetterla di vivere con la pretesa di avere tutto e subito, di non saper rinunciare a niente nel cibo, nel vestito, nei divertimenti, in tutto. Preghiera, solidarietà, digiuno, tornare al dominio di sé: questo è il programma della Quaresima.

Ed è chiaro, dicevo, che non è una cosa che si fa in un giorno, magari! Abbiamo cinquanta giorni di tempo per tornare a cantare l’Alleluia della Pasqua. Adesso, in questo tempo non lo cantiamo nemmeno perché vogliamo aspettare la Pasqua e cantarlo a pieni polmoni quell’Alleluia che sarà il segno di una vita che è rinata, che si è ripresa, che è stata rigenerata. Dicevo all’inizio: Benedetto il Signore che ci dà quest’occasione! Non facciamo solo scena, solo esteriorità. E su quello Gesù ci mette in guardia nella pagina del Vangelo: “Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te che tutti ti devono vedere; quando preghi non assumere posizioni che facciano dire agli altri: Ah, quello sta pregando”; quando fai il digiuno non dirlo a tutti per suscitare compassione. Prima di tutto il cuore! Non si tratta di cambiare vestito, ma si tratta di cambiare il cuore”.

Allora, cari fratelli, mettiamoci in cammino. Prepariamoci a fare una bella confessione; durante la Quaresima vi raccomando: preghiera, elemosina, digiuno, confessione. Facciamo questo e il Signore certamente ci condurrà a fare una bella Pasqua quest’anno ed è l’augurio che faccio a voi tutti».