«Miei Cari,

con il sacro Rito dell’imposizione delle ceneri, sospinti dallo Spirito Santo, affamati di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, entreremo nel deserto della Quaresima, dove, per quaranta giorni, cammineremo verso una meta tanto desiderata ma mai raggiunta: una vita essenziale, finalmente liberata dal superfluo, dal surrogato e da ogni menzogna e, quindi risorta!

Una vita essenziale, spoglia di tutto, messa a nudo, per riconsiderare non solo la nostra fragilità (polvere sei e in polvere tornerai), ma anche per provare nostalgia dell’innocenza degli inizi, (Genesi), dove la nudità non era motivo di vergogna, ma epifania dello stato creaturale in perfetta comunione con il Creatore.

Una vita essenziale è quanto ognuno di noi desidera, stanco di vestire con illusioni la propria esistenza.

Per raggiungere tale meta la Chiesa, con la Quaresima, ci propone percorsi da vivere personalmente ma sempre sostenuti dalla comunità: preghiera, digiuno, elemosina. Percorsi non paralleli ma conseguenti l’uno dell’altro, che propongo a tutti di vivere in spirito e verità.

Di questi tre percorsi vorrei soffermarmi sull’elemosina, come atteggiamento del cuore, in riferimento anche al cammino pastorale di quest’Anno che vede tutti noi volgere lo sguardo al Buon Samaritano, uomo fino allora sconosciuto che, “per caso”, lungo la strada verso Gerico, si imbatte in un malcapitato e, con il suo gesto, diventa modello di carità per tutti noi. Che cosa spinge quest’uomo a farsi vicino e a prendersi cura di quel malcapitato? L’aver saputo ascoltare il grido di dolore!

Saper ascoltare è la prima forma di amore verso il prossimo.

Pertanto vi invito a vivere la Quaresima come tempo di ascolto di quanti, ridotti dalla durezza della vita ai margini della sopravvivenza, gridano il loro dolore e a ciascuno di noi chiedono: “c’è un samaritano anche per me?”.

Lo chiede chi ha fame di compagnia, chi ha sete di giustizia, chi è rifiutato per il colore della pelle, chi è spogliato di tutto, chi è malato e non può curarsi, chi è in carcere ed è perennemente giudicato.

Ascoltare il grido del povero ci libera dall’indifferenza e muove il nostro cuore alla compassione.

Se ascolti il grido del povero e ti prendi cura di lui, vedrai che alla fine a guarire sarai tu. Da che cosa? Da una vita vissuta tutta in superficie, che al momento ti appaga, ma poi ti fa comprendere quanto inutilmente hai intrapreso percorsi che poi sono diventati illusioni deludenti: hai faticato per arricchirti. Sei soddisfatto? Hai calpestato la dignità degli altri scalando sulle loro spalle. Sei appagato? Hai interrotto relazione famigliari e sociali per gonfiare il tuo io. Hai amicizie? Rifletti e cambia vita!

Se vuoi raggiungere la meta della vita essenziale, mettiti ai piedi del povero, lasciati coinvolgere dal suo grido, prenditi cura di lui e inizierai a respirare aria di libertà: la libertà dei figli di Dio.

Buon cammino!».

Firmato da don Ettore Lestingi.

 

Mercoledì 26 febbraio

MERCOLEDI’ delle CENERI

ore 18.00   Santa Messa e Rito dell’imposizione delle ceneri

ore 20,00   Santa Messa e Rito dell’imposizione delle Ceneri

 

Venerdì 28 febbraio

FESTA LITURGICA della SACRA SPINA di N.S.G.C.

Inizio cittadino della Quaresima

ore 18.00   Chiesa B.V. dell’Immacolata