La pioggia sotto la quale la città di Andria si è svegliata lunedì 11 settembre e che ha fatto capolino sin dalla serata precedente, sembra decretare definitivamente la fine dell’estate . Un’atmosfera uggiosa e nostalgica che fa da sfondo scenografico naturale ai titoli di coda in chiusura della  XXI edizione del Festival Castel dei Mondi. Non sarà un caso che il Festival Castel dei Mondi rientri in un network di Festival denominato Finestate.

Dal 24 agosto al 10 settembre, 18 giorni di spettacoli, performance, installazioni, mostre, danza, laboratori, musica , incontri e approfondimenti e dirette tv hanno colorato le sere di fine estate offrendo ad un pubblico variegato e trasversale la possibilità di vivere da vicino e raccontare uno dei festival tra i più accreditati. Una kermesse  caratterizzata da una poetica artistica contemporanea, dall’interdisciplinarietà degli spettacoli  e da un’attenzione particolare prestata tanto alle proposte e alle novità performative sulla scena internazionale, quanto ai talenti artistici indigeni. Per quest’ultimi infatti il Festival costituisce un’ottima vetrina di respiro internazionale appunto e quindi una grande opportunità di accostare le proprie produzioni a quelle di compagnie di spessore che vantano curricula interessanti ed  esperienze disparate sui palcoscenici italiani, europei e di oltreoceano.

Il successo di un Festival si valuta dalla sua capacità di costruire e generare  una comunità temporanea costituita da persone di formazione e provenienza sociale e culturale differenti che per un certo periodo condividono esperienze ed interessi e si scambiano pareri e giudizi più o meno critici.  Feedback che vanno a fondare il core del pensiero della città, diventando il valore aggiunto tanto della manifestazione, quanto della comunità stessa.

A questo proposito la valutazione passa sempre da una stima, da un resoconto numerico che non racconta sicuramente la portata delle emozioni ma dice molto dell’identità di un festival che le ha generate.

L’offerta della programmazione degli eventi ella  XXI edizione del Festival Castel dei Mondi ha riportato in città e ha riacceso negli spettatori il piacere del grande teatro alla portata di tutti, in cui popolare e profondo non sono due termini in contraddizione ma due facce che convivono su una stessa medaglia. Una convivenza di successo i cui esiti sono evidenti, sotto gli occhi di tutti e possono essere quantificati.

La XXI edizione del Festival Castel dei Mondi è stata una kermesse  di 18 giorni per 21 compagnie in scena, 3  internazionali,  vale a dire 84 repliche complessive, 3 prime nazionali, 5 regionali, 4 concerti, 1 mostra, 2 installazioni, 2 laboratori e 3 conferenze. 15 le location in tutto coinvolte dagli spettacoli del festival, nelle città di Andria, Ruvo, Trani e Matera.

Sono stati venduti 613 abbonamenti (265 a 7 spettacoli e 348 a 4 spettacoli). Complessivamente sono stati emessi 4300 biglietti.  58 gli abbonati over 65; 69 gli under 25. 252 gli abbonati che hanno usufruito della scontistica prevista per i soci Coop grazie al partenariato con Coop Alleanza 3.0,  mentre 234 sono stati gli abbonati che hanno corrisposto il costo per intero.

Il Festival, già da qualche anno, muove anche una comunità della rete che si incontra virtualmente sui social  grazie a condivisioni e visualizzazioni di video e post pubblicati sui social network.

Dal 13 agosto al 10 settembre i mi piace sulla pagina Fb del Festival Castel dei mondi hanno registrato un incremento di +5130%, vale a dire 2101 likes in più; le visualizzazioni dei contenuti sono aumentate del +2145%, nel dettaglio 8327 sono state le visualizzazioni singole. 41281 (con un incremento del +36,11%) le visualizzazioni video non sponsorizzate. In totale 27300 i minuti di visualizzazione dei contributi video pubblicati sulla fanpage Facebook.

Sono questi i dati oggettivi e consuntivi che raccontano di un Festival che è  scommessa vinta grazie alla lungimiranza e alla sensibilità artistica  del direttore artistico,  Riccardo Carbutti, del direttore di produzione, Francesco Fisfola e dall’assessore alla cultura di, Andria Luigi Del Giudice e alla collaborazione  tutti i supporter del Festival Castel dei Mondi e il cui senso riecheggia nelle parole di Jean Vilar che definiva il teatro un servizio pubblico.

Insomma, checché se ne dica, il Festival Castel dei Mondi non può non essere annoverato tra i  Festival dai grandi numeri, soprattutto considerando che,  rispetto alla media dei festival assimilabili alla kermesse andriese,  il pubblico del Castel dei Mondi è costituito per la maggior parte da spettatori comuni e non da soli addetti ai lavori. Una peculiarità che piace molto alle compagnie, agli attori e ai performer consapevoli che il vero teatro si nutre sempre di quella comunicazione intima e condivisa, in un tempo sospeso, nello spazio sacro – antico, ma sempre in divenire –  tra palco e platea, tra vita e fiction.