«Sul futuro del Carlo Troya continua a esserci un silenzio che, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, non è più accettabile». A parlare è Di Gregorio, segretario cittadino del NPSI di Andria, che interviene sulla situazione dell’istituto e sull’incertezza che continua a coinvolgere studenti, famiglie e personale scolastico.

«Il 14 settembre le scuole riapriranno e gli studenti torneranno in classe – sottolinea Di Gregorio – ma ancora oggi la comunità scolastica del Carlo Troya non ha ricevuto quelle risposte chiare e definitive che sarebbe stato doveroso fornire per tempo».

Nel mirino del segretario cittadino del NPSI finisce innanzitutto la Provincia, insieme ai tecnici che stanno seguendo la vicenda. «Non è possibile continuare a trincerarsi dietro un silenzio assordante quando in gioco ci sono la sicurezza degli studenti e del personale scolastico e la serenità di tante famiglie. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni bisogna dire chiaramente se il Carlo Troya sarà agibile e nelle condizioni di accogliere regolarmente studenti e lavoratori».

E qualora questo non fosse possibile, aggiunge Di Gregorio, «è necessario conoscere immediatamente quali soluzioni alternative siano state individuate, dove verranno svolte le lezioni e con quali modalità. Le famiglie non possono essere lasciate nell’incertezza fino all’ultimo momento».

Ma per il segretario cittadino del NPSI c’è anche un’altra questione politica che non può essere ignorata: il ruolo dell’Amministrazione comunale. «Al netto di video, sit-in e iniziative pubbliche, ci saremmo aspettati una posizione ufficiale, chiara e netta da parte dell’Amministrazione comunale. Non basta dimostrare di essere presenti: quando una comunità scolastica è sospesa nell’incertezza, le istituzioni devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».

«Il Comune – prosegue Di Gregorio – deve farsi sentire con la Provincia, pretendere risposte e soprattutto informare la città. Non possiamo assistere a una situazione nella quale, a pochi giorni dalla riapertura, studenti e famiglie ancora non sanno quale sarà concretamente il futuro del Carlo Troya».

Per il NPSI Andria, dunque, è arrivato il momento di uscire dalle dichiarazioni e passare ai fatti. «Non chiediamo altro che chiarezza, trasparenza e responsabilità. Il 14 settembre è ormai alle porte. Gli studenti hanno diritto a sapere dove entreranno, le famiglie hanno diritto a sapere in quali condizioni i loro figli frequenteranno la scuola e il personale scolastico ha diritto a lavorare in piena sicurezza».

La conclusione di Di Gregorio è netta: «Basta silenzi e basta incertezze. Provincia e Comune dicano alla città, senza ulteriori rinvii, quale sarà il destino del Carlo Troya. La scuola non può essere lasciata in sospeso e gli studenti non possono pagare il prezzo dell’inerzia delle istituzioni».