Si conclude con la sentenza di ergastolo per l’81enne Pasquale Cristiani, il rito abbreviato, con la decisione del Gup tranese Maria Grazia Caserta. L’uomo è accusato di aver ucciso l’operaio 55enne Nicola Quercia il 1 luglio del 2015 all’interno della villa di sua proprietà in Contrada Coppe ad Andria.
Nel dispositivo del GIP, interamente accolto dal GUP, si specificava come l’uomo abbia «dimostrato scarso rispetto nonchè arroganza anche davanti al giudice». La difesa aveva chiesto per l’imputato una perizia per accertare l’incapacità di intendere e di volere ma il giudice tranese ha respinto la richiesta confermando l’impianto accusatorio. L’omicidio, lo ricordiamo, avvenne il 1 luglio del 2015 nella villetta di proprietà di Pasquale Cristiani, attorno alle 9 di mattina. Quattro i colpi d’arma da fuoco esplosi all’indirizzo di Nicola Quercia senza lasciar scampo. Immediate le indagini dei Carabinieri di Andria che in poco più di una decina di ore, chiusero il cerchio attorno allo stesso proprietario della villetta.
L’allora 80enne sarebbe giunto all’appuntamento con la vittima già armato della pistola calibro 7,65 di sua proprietà. Alla base dell’omicidio dovrebbe esserci un debito non saldato nei confronti di Nicola Quercia, ambulante incensurato, che aveva svolto lavoretti saltuari nella villetta di Contrada Coppe. All’incontro Cristiani sarebbe giunto assieme al genero, testimone chiave per la rapida conclusione delle indagini. Dalle testimonianze, infatti, è emerso come dopo circa un’ora è giunta proprio da parte del genero la telefonata a Carabinieri e 118, mentre in tanti hanno confermato la natura violenta dell’uomo definito dagli inquirenti “padre padrone”. Le indagini furono guidate dall’allora Maggiore Occhiogrosso dei Carabinieri di Andria coordinati dal PM della Procura di Trani, Michele Ruggiero.
Tre i risarcimenti in denaro previsti dalla sentenza per i tre fratelli dell’uomo deceduto e costituitisi parte civile nel processo.




































