Solo pochi mesi fa ricordava a Canosa le sue origini mai dimenticate e cioè i primi anni della sua vita sino alla giovinezza vissuta nel borgo andriese di Montegrosso. L’occasione era quella del premio Dea Ebe consegnatole e l’intervista a cura del giornalista Pino Grisorio aveva provato proprio a tracciare un profilo della giovane sergente del corpo militario volontario della Croce Rossa Italiana. La prima donna arrivata a questo importante ruolo. Lei Laura Procacci 32 enne originaria di Andria ma trasferitasi con la famiglia dal Borgo di Montegrosso a Canosa prima di volare a Roma dove aveva intrapreso la carriera militare. Laura Procacci è tra le quattro vittime dell’incidente di ieri in Bosnia dove un elicottero dell’esercito, un CH 47, è precipitato subito dopo il decollo nel corso di una delle operazioni addestrative quotidiane. La procura militare di Roma ora dovrà far piena luce su quanto accaduto. 11, invece, i feriti. Le altre vittime sono il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo. Proprio il Tenente, anch’egli appartenente alla Croce Rossa Italiana con il ruolo tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’Ospedale di Legnano, pur essendo nato e residente in Lombardia, aveva origini pugliesi ed in particolare biscegliesi considerando che suo papà era emigrato molti anni fa da Bisceglie a Milano dove poi aveva costruito la sua famiglia.
Una tragedia le cui cause e proporzioni saranno naturalmente appurate. Ora è il momento del cordoglio e, sopratutto per la giovane Laura Procacci, prima di tre figlie e nel 2012 anche qualificatasi come finalista per Miss Italia, i messaggi sono tantissimi. Dalle istituzioni nazionali sino alla politica locale passando per la società civile. Era all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia ma anche istruttrice di paracadutismo. Tra il 2019 ed il 2022 aveva vissuto una importante esperienza, iniziando il suo percorso nel mondo del volontariato sociale e sanitario nella Confraternita di Misericordia prima nella borgata di Montegrosso e poi a Canosa.
I genitori Giuseppe e Maddalena Procacci attendono ora comunicazioni ufficiali dal Ministero della Difesa per giungerein Bosnia mentre le salme con molta probabilità saranno rimpatriate domenica.


































