Da quella maledetta mattina del 12 luglio è sicuramente cambiato il modo di vivere e di pensare di gran parte dei cittadini del territorio del nord barese ma, a distanza di oltre una settimana, si è provato a fare un punto della situazione rispetto all’organizzazione postuma da parte di Ferrotramviaria per mitigare gli inevitabili disagi che i tanti pendolari del territorio avrebbero avvertito. E la situazione, a questa mattina, è davvero complessa come ci raccontano proprio i protagonisti di questo viaggio giornaliero verso il lavoro o l’università.

«Siamo molto comprensibili della situazione, visto l’accaduto, ma la disorganizzazione è a livelli altissimi ed i disagi sono incredibili», ci dice Anna. Prendiamo il caso, di queste mattine, di uno spostamento verso Bari a partire da Andria attorno alle 6,30 per giungere attorno alle 7,45 a Bari. Secondo l’orario modificato della Ferrotramviaria, infatti, da Andria è previsto un bus sostitutivo che dovrebbe partire con 10 minuti di anticipo rispetto all’orario previsto del treno. Ma, come abbiamo avuto modo di verificare stamane e come ci riferisce Anna per i giorni precedenti, il bus parte sempre in ritardo giungendo a Corato sempre dopo la coincidenza del treno. «Sono troppo pochi i bus che mettono la mattina – ci ribadisce Angelo – oggi l’autista non voleva partire perchè c’era gente in piedi sul bus. Abbiamo perso la coincidenza per due minuti».

Partenza da casa alle 6,20, in sostanza, ma alle 7,33 si è ancora fermi a Corato in attesa della partenza del nuovo treno che si è messo in moto alle 7,36 come da orario programmato. «Arrivo a Bari alle 8,30 – ci dice ancora Grazia – precisamente dopo più di due ore dall’uscita di casa. Basterebbe almeno un bus in più soprattutto di mattina per evitare che si parta in ritardo e quindi si perda la coincidenza. Pur comprendendo tutti i disagi di questi giorni e dei giorni a seguire, noi questa tratta dovremo continuare a realizzarla poichè il lavoro ci porta a Bari tutte le mattine, ed i continui ritardi, non dipesi da noi, posso pesare anche sul lavoro».