Che il digitale e quindi la connettività nelle case sia una passaggio fondamentale per la modernità è un dato acquisito. Ma che per farlo si debbano creare delle storture come i mancati ripristini dell’asfalto quando si scava per metterci i cavi questo non va per nulla bene e riporta le lancette del tempo molto indietro nel tempo. E la situazione, da questo punto di vista, ad Andria, peggiora di giorno in giorno. Ormai praticamente tutti i quartieri sono coinvolti da mesi da un importante azione di posa della fibra ottica che arriva direttamente all’interno delle palazzine o abitazioni. Tutto molto importante e bello ma come spiegato nelle determine dirigenziali che accompagnano le autorizzazioni per gli scavi «le successive autorizzazioni saranno rilasciate dopo che l’ufficio Tecnico Comunale avrà accertato che i ripristini dei lavori autorizzati, siano stati eseguiti a perfetta regola d’arte». Anche se è bene rimarcarlo le attività di posa della fibra rientrano in una azione strategica nazionale ed i singoli comuni hanno ben poca autorità.

Comunque le autorizzazioni continuano ad arrivare ma di sistemazioni a regola d’arte se ne vedono ben poche. Basti pensare al caso di via Vespucci in pieno centro città dove la carreggiata ha buche più che evidenti, non c’è mai stato asfalto nuovo, il pericolo è dietro l’angolo per ciclisti e motociclisti così come per i pedoni e le opere sono state terminate già a metà dicembre. Esattamente quattro mesi in una condizione resa ancor peggiore dalle piogge. Ma è la situazione anche di viale Istria, via Lamapaola, via Trani e così via. Inutile anche fare un banale elenco.

Nel documento autorizzativo dell’ente comunale, tra le altre cose, vengono specificati tutti gli elementi per ritenere i lavori a regola d’arte. Considerando che si tratta di scavi in minitrincea l’ufficio tecnico prescrive «l’esecuzione di una fascia di tappetino di usura mai inferiore ai 2,00 mt di larghezza per tutta la lunghezza degli scavi». In più in caso di scavi trasversali sulla strada ci dovrebbe essere una fascia di minimo 3 metri di asfalto per tutta la larghezza. Ancora si legge nella determina «se dovessero verificarsi avvallamenti o deformazione della sagoma stradale, in corrispondenza degli scavi eseguiti la società avrà l’obbligo per due anni delle continue riprese del rifacimento del piano carreggiabile, delle banchine e delle pertinenze stradali, sino al perfetto assestamento e regolazione dell’intera sagoma stradale».

Regole ben precise che al momento però sono in sostanza poco rispettate e stanno provocando un peggioramento rapido e tutt’altro che gestibile delle strade in città già compromesse da anni di mancate o parziali manutenzioni. Le diffide del comune non sono mancate nel tempo ma la richiesta a tutti gli attori di questa vicenda è sicuramente quella di contemperare perfettamente la necessità di modernizzazione con una città con meno pericoli sulle strade.