
Il gol dopo neanche 19’’ di gioco da un lato, la traversa colpita in pieno recupero nel finale di gara dall’altro.
Due degli episodi di un derby in cui il Martina sbanca il “Degli Ulivi” per la quinta volta nella storia e la Fidelis coglie invece la terza sconfitta nelle ultime quattro gare tra le mura amiche, seconda sconfitta di fila nonostante il terremoto in settimana dopo l’esonero di Scaringella e l’arrivo di Lillo Catalano. Solo un cambio per la prima del neo tecnico. C’è il ritorno in difesa di Amoabeng al posto di Ronchi mentre Gatto e Marquez il tandem d’attacco in un 3-5-2 molto mobile. Dall’altro lato anche Laterza conferma nove undicesimi della formazione impiegata nella sconfitta casalinga di domenica scorsa contro la Virtus Francavilla. In campo solo Mastrovito a centrocampo (castigatore all’andata della Fidelis) e Llanos in difesa nel 4-3-3 in cui D’Arcangelo è la punta più avanzata. A Zenelaj, ex della partita, le chiavi del centrocampo.
E l’avvio è shock per la Fidelis: neanche 19’’ di gioco ed il Martina passa grazie all’invenzione di Silvestro che lancia in profondità per Resouf sulla destra, batte in velocità Amoabeng e beffa Perina in uscita. L’uno a zero è una scossa per la Fidelis che prova subito una reazione più di nervi che ragionata con due tiri il primo di Casiello deviato in corner e poi quello di Giorgione anche in questo caso con la deviazione in calcio d’angolo. Ma la squadra di Laterza è ben messa in campo e prova a sfruttare ogni errore della Fidelis come all’alba del quarto d’ora quando sbaglia tutto Amoabeng ed il solito Resouf recupera palla e serve subito in profondità D’Arcangelo che calcia sull’esterno della rete. Il raddoppio però arriva poco dopo. Questa volta è un’azione manovrata con cross finale da destra che Mastrovito, il castigatore della Fidelis all’andata, anticipa tutti e segna il raddoppio. Il primo tempo scivola così via senza altri sussulti con la squadra di Catalano in netta difficoltà rispetto alla organizzazione e fisicità del Martina. Il tiro di Amoabeng da oltre 30 metri nel primo minuto di recupero è la testimonianza di quanto faccia fatica la squadra di casa.
E nella ripresa nonostante i due cambi con l’inserimento di Tsioungaris e Correnti non sembra cambiare più di tanto l’inerzia del match ed anzi il Martina ha il colpo del ko con l’occasione costruita da Resouf sulla destra ed il servizio per Silvestro che tutto solo calcia sul fondo. In campo Catalano manda anche Barberini al posto di Giorgione e la Fidelis prova a scuotersi con il solito Tagliarino motore inesauribile in un centrocampo spesso asfittico. Suo il tiro al 18’ che fa gridare al gol, palla sul fondo dopo una deviazione davvero di pochissimo. Ancora un tiro di Tagliarino questa volta sul fondo di molto. Poi nuovi cambi e soprattutto il gol che riapre la contesa: è Correnti a calciare dal limite, Rossi non trattiene e serve a Marquez il pallone buono che deve solo spingere in porta. Settimo gol per l’attaccante andriese che non segnava però da metà novembre. Il gol rianima la Fidelis che ci prova ancora con il cross di Orlandi per la testa dello stesso Marquez palla alta da ottima posizione. Ma a tempo abbondantemente scaduto succede di tutto: il tiro di Barberini dalla distanza viene intercettato da un difensore tra le proteste andriesi per un presunto tocco con un braccio largo, palla fuori con il gran tiro di Tsioungaris dalla tre quarti che calcia potente con Rossi a sfiorarla quel tanto che basta per mandarla sulla traversa.
Vibranti comunque le proteste anche per un successivo intervento di Dieng su Marquez nel cuore dell’area di rigore. Anche in questo caso tutto regolare per il direttore di gara. Materiale da moviola che in realtà però non cambia la sostanza con il successo del Martina che resta nelle zone nobili della classifica e spezza l’incantesimo nel 2026 della vittoria. Domenica sfida in casa contro la Sarnese. Di contro la Fidelis resta a 4 punti dalla zona playout vede scappar via la zona playoff e c’è tanto lavoro da fare per Catalano e domenica prossima sfida al Gravina al “Vicino”.


































