La segretaria generale della Flai cgil Bat, Dora Lacerenza, lancia l’allarme sulla prossima campagna olivicola nel territorio più olivetato d’Italia. Alte temperature e scarsità d’acqua rischiano di compromettere la maturazione delle olive, con ripercussioni negative sulla produzione e sull’occupazione del settore.

Il sindacato aveva già affrontato la questione in passato, lanciando un appello alle istituzioni per prendere di petto la crisi idrica. La preoccupazione principale riguarda non solo i cali nella produzione, ma anche i danni all’economia del comparto e i conseguenti problemi occupazionali.

«Irrigare i campi significa investire tanti soldi, a scapito, è il nostro timore, degli operai agricoli», spiega Lacerenza. Il rischio concreto è che le aziende agricole, di fronte agli alti costi dell’irrigazione, decidano di tagliare le spese riducendo la forza lavoro.

«Si sa che quando c’è da tagliare le spese, si comincia sempre dai lavoratori, ritenuti spesse volte non una risorsa ma un costo», denuncia la segretaria generale. «E questo già ci preoccupa ma ad impensierirci c’è anche la ripercussione che la crisi idrica potrà avere su quantità e qualità del prodotto. È chiaro che meno olive da raccogliere significa meno forza lavoro da impiegare».

Lacerenza sottolinea come il sindacato chieda da tempo «misure urgenti» senza però vedere risultati concreti. «Siamo sempre all’anno zero ed assistiamo a riunioni, incontri, consigli comunali monotematici… ma non ad interventi concreti e risolutivi», lamenta.

La segretaria della Flai cgil Bat ribadisce la necessità di «urgenti misure di investimenti e innovazione, perché il nostro sistema, è il caso di dire, purtroppo fa acqua da tutte le parti».

«La crisi climatica e la desertificazione richiedono azioni urgenti, è prioritario che le istituzioni pongano questo tema al vertice delle loro agende», conclude Lacerenza, evidenziando come la situazione richieda interventi immediati per salvaguardare sia la produzione olivicola che i livelli occupazionali del settore.