Il Comitato per il Nuovo Ospedale di Andria lancia un duro attacco contro il nuovo atto aziendale della ASL BAT, definendo le decisioni in corso «da basso impero» e denunciando l’ennesimo tentativo di depauperare la sanità andriese. L’organizzazione esprime una sentita protesta per le modalità e i termini che caratterizzano questa vicenda, evidenziando una chiara influenza politica tesa ad assestare il colpo finale a una comunità senza reali rappresentanti nel consesso regionale.

Il documento del Comitato parte dall’analisi della Delibera di Giunta Regionale numero 418 del 7 aprile 2025, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia il 22 aprile, che ridetermina i parametri standard regionali per l’individuazione di Strutture Complesse, Strutture Semplici e Strutture Semplici Dipartimentali. Secondo l’organizzazione, dietro le motivazioni ufficiali si nasconde il deficit sanitario pugliese che obbliga alla riduzione delle strutture fondamentali della sanità regionale.

Il Comitato evidenzia significativi squilibri intra-regionali tra i vari territori pugliesi. Emerge in particolare la disparità tra due province simili per popolazione: la BAT con 378mila abitanti e Brindisi con 377mila abitanti. Nonostante la similitudine demografica, la BAT dispone di 846 posti letto contro i 1074 di Brindisi, traducendosi in un posto letto ogni 447 abitanti per la BAT contro uno ogni 351 per Brindisi.

A questo squilibrio atavico si aggiunge una tendenza interna alla ASL BAT che negli ultimi anni ha favorito Barletta e la «ri-nascente» Bisceglie, quest’ultima trasformata da semplice ospedale di base in un secondo livello, penalizzando oggettivamente Andria a causa dei ritardi ultradecennali nella ristrutturazione dei reparti e nella realizzazione del nuovo ospedale.

Il documento analizza dettagliatamente le criticità del nuovo atto aziendale dipartimento per dipartimento. Nel Dipartimento Cardiologico, Bisceglie diventa Struttura Complessa nonostante raggiunga meno di un quinto dei ricoveri di Andria e sia priva della strumentazione adeguata. Paradossalmente, mentre la Cardiologia d’emergenza è incardinata nella Unità Operativa Complessa di Barletta, all’emergenza è dedicata Andria.

Nel Dipartimento Chirurgico, la Unità Operativa Semplice a Valenza Dipartimentale di Bisceglie «non esiste» ma è alimentata da Andria, sempre in crisi per la mancanza di sale operatorie. Per le Direzioni Ospedaliere, Andria risulta sempre senza un incaricato stabile, sollevando interrogativi sui motivi di questa persistente vacanza.

Particolare critica viene rivolta al Dipartimento di Immagini e Diagnostica, dove l’Angiografia interventistica di Andria, che «da tempo meritava di essere trasformata in Dipartimentale», viene ancora una volta negata. Contemporaneamente, a Barletta viene assegnata la Radiologia d’emergenza, nonostante l’emergenza sia incardinata nel presidio di Andria.

Nel Dipartimento Materno Infantile, il Comitato definisce «assurdo» che a Bisceglie, senza che ci sia un reparto, si creino Unità Operative Semplici a Valenza Dipartimentale di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria Neonatologia, contraddicendo la statistica che registra un forte decremento delle nascite.

Significative criticità emergono anche nel Dipartimento Medico Specialistico, dove viene confermata la struttura complessa di Nefrologia a Barletta ma si «dimentica» di creare la Unità Operativa Semplice di Nefrologia nel presidio ospedaliero di Andria dedicato all’emergenza. Il Comitato evidenzia inoltre che ad Andria esiste già di fatto una Stroke Unit attrezzata con monitor dove si eseguono trombolisi, ma manca il riconoscimento ufficiale.

Nel Dipartimento Area Intensiva e delle Emergenze, nonostante si potrebbe immaginare che i reparti dell’emergenza siano ad Andria, il coordinamento Trapianti è posto con la Struttura Complessa a Bisceglie, così come il coordinamento del 118. Solo a Barletta viene creata la Unità Operativa Semplice di Medicina d’Urgenza e Osservazione breve.

Il Dipartimento di Salute Mentale vede le strutture allocate ad Andria subire un progressivo sgretolamento in risorse economiche e umane. La Neuropsichiatria Infantile, Struttura Complessa fino a 15 anni fa, resta Semplice Dipartimentale senza ricevere attenzione.

Il Comitato sottolinea che l’atto aziendale può richiedere alla Regione deroghe, come consentito dalla stessa Delibera di Giunta Regionale 418, e che il provvedimento dovrebbe essere esaminato dal Collegio di Direzione e dalla Conferenza dei Sindaci, organismi che dovrebbero intervenire con autorevolezza per contestare e modificare l’atto.

L’organizzazione sollecita una posizione unitaria delle forze politiche e sociali andriesi, dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio Comunale per respingere questo «ennesimo tentativo di impoverimento dell’offerta sanitaria cittadina» mentre tutti sono impegnati a sostenere il progetto del nuovo ospedale di Andria. Il Comitato conclude auspicando che non prevalga ancora una volta «la vecchia prepotenza, alla quale si è aggiunta una nuova prepotenza a danno di tutti i cittadini di questo territorio».