Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Giovanni Addario, segretario cittadino del Partito Democratico Andria:

«Come segretario cittadino del PD di Andria, mi sembra doveroso intervenire per far chiarezza, non solo per la comunità politica che rappresento, ma anche per i cittadini.

Non è mia intenzione giustificare o difendere la dott.ssa Fiorella. Credo che a farlo ci siano già le Autorità Competenti, nelle quali confidiamo pienamente. Carmela Fiorella, pur essendo moglie di un consigliere regionale, è innanzitutto una cittadina che ha la piena responsabilità penale nel momento in cui dichiara il falso. E la responsabilità delle proprie dichiarazioni è individuale e personale. Al di là dell’ammissione di colpa che la dottoressa Fiorella ha fatto pubblicamente e sulla quale non voglio entrare nel merito, così da non alimentare la gogna mediatica che ha travolto non solo la dottoressa Fiorella, ma anche tutta la sua famiglia, ritengo che siano gli organismi preposti a dover fare luce su tutta la vicenda e negli stessi, da sempre e per principio, riponiamo massima fiducia.

Rispetto alla posizione del consigliere regionale Filippo Caracciolo, mi risulta, ma è anche informazione pubblica, che non sarà più candidato nella lista del PD nella prossima tornata elettorale regionale.

Per cui il Partito nazionale guidato dalla segretaria Elly Schlein ha già adottato dei provvedimenti, che ci auguriamo comunque provvisori, in attesa di una maggiore chiarezza.

Per ciò che concerne, invece, le dimissioni da segretario provinciale dell’amico, nonché consigliere comunale e vicepresidente provinciale, Lorenzo Marchio Rossi, le stesse sono state determinate esclusivamente da motivazioni politiche, come lui stesso ha dichiarato.

Ricordo, infine, a tutta l’opposizione cittadina, che l’attuale amministrazione ha solo da insegnare in termini di rapporti tra etica pubblica e gestione del potere. Lo hanno abbondantemente dimostrato e continuano quotidianamente a dimostrarlo i fatti e le azioni messe in campo. Possiamo, senza ombra di dubbio, farci legittimamente promotori del “Festival della Legalità”, quella LEGALITA’ che è sempre stata il baluardo dell’amministrazione Bruno e che è riconosciuta anche a livello nazionale.

Non sono altrettanto certo di poter affermare la stessa cosa delle amministrazioni di centrodestra precedenti».