Continua il braccio di ferro tra il presidente pugliese Michele Emiliano ed il Ministero dell’Istruzione sulla chiusura delle scuole a causa dell’emergenza Coronavirus.
Un nuovo capitolo della vicenda verrà scritto probabilmente mercoledì 18 novembre, il giorno in cui il Tar della Puglia sarà chiamato a decidere sull’ordinanza firmata dal governatore che, dal 30 ottobre scorso, sanciva lo stop della didattica in presenza anche per elementari e medie, e non solo per gli istituti superiori, come previsto dall’ultimo Dpcm del Governo.
Il Ministero dell’Istruzione ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di costituirsi nel giudizio di merito.
Il procedimento davanti ai giudici amministrativi nasce dal ricorso presentato dal Codacons di Lecce e da alcuni genitori di alunni che hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza di Emiliano, ottenendone di fatto la sospensione.
Dopo la decisione del Tar di venerdì scorso, il presidente regionale ha emesso un nuovo provvedimento in materia di istruzione che, in sostanza, consente ai genitori di scegliere tra le lezioni a distanza e quelle in presenza per i loro figli.
In pratica, nessuno è obbligato ad andare a scuola e le eventuali assenze sono giustificate. Le famiglie degli alunni possono pretendere di svolgere le lezioni da casa, per tutelare la salute, e gli istituti sono tenuti ad attivarsi per consentire la didattica a distanza a chiunque ne faccia richiesta, dotandosi degli strumenti necessari.
La Regione ha chiesto ed ottenuto dal Tar di anticipare, dal 3 dicembre al 18 novembre, l’udienza in Camera di Consiglio in cui si discuterà della sospensiva. L’obiettivo di Emiliano sarà ovviamente quello di ottenere la revoca del decreto, in modo da ritornare alla prima ordinanza, che chiudeva gli istituti di ogni ordine e grado.
Nei giorni scorsi, il governatore aveva anche rivolto un appello ai genitori pugliesi, unendosi all’Ordine dei Medici Pediatri, affinché non mandassero i loro figli a scuola preferendo la didattica a distanza.




































