«Forse sarò crocifisso sull’altare della Fiera del Levante, ma trovo inaudito che per una manifestazione seppur molto importante i lavori della Regione Puglia debbano interrompersi per oltre un mese. Già, perché quello della Fiera ormai è un vero e proprio rito pagano a cui sembra nessuno si possa e debba sottrarre, con la conseguenza che tutta la Giunta, compresi i relativi uffici, si trasferisce armi e bagagli in Fiera per partecipare a una serie interminabile di conferenze, riunioni e workshop con tanti saluti alle attività del Consiglio regionale, costretto a non riunirsi fino a inizio ottobre». Interviene così, in una nota, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, Nino Marmo.

«A scanso di equivoci, voglio sottolineare il fatto che la Fiera ha un ruolo importante nel far conoscere la Puglia e nel costruire nuove opportunità di sviluppo ma essendo ormai affidata a dei privati, non si capisce per quale motivo le Istituzioni la debbano vivere come una seconda, anzi in questo caso prima, casa. Il compito delle Istituzioni è quello di lavorare con atti, delibere, leggi, in favore dei pugliesi e farlo ogni giorno. In Fiera ci si può andare, perché rappresenta un palcoscenico importante, per spiegare le line di indirizzo di una Regione e i progetti realizzati, quando e se vengono effettivamente realizzati, non per fare passerelle.
È sinceramente avvilente dover assistere a questo stallo, a maggior ragione perché chi riveste un ruolo pubblico è pagato con i soldi di tutti i cittadini che certo sarebbero più contenti di una conferenza in meno e un atto concreto in più. Ed è ancor più avvilente vedere il Consiglio regionale, l’organo della rappresentanza dei pugliese, che è costretto a subire una tale situazione ed essere svilito nelle sue funzioni. Mi auguro che con la fine di tutte le attività della campionaria si possa tornare a lavorare, e farlo bene, per quel poco che resta di questa legislatura».