
La salma di Laura Procacci è attesa nella sua terra natale, ad Andria, dove presto vi farà ritorno. E’ l’ipotesi non ancora ufficiale che prevede l’arrivo del feretro della 32enne, sergente del corpo militare della Croce rossa scomparsa il 29 ottobre nell’incidente dell’elicottero italiano caduto in Bosnia con altri tre militari italiani, a Montegrosso subito dopo i funerali di Stato in programma a Roma. La camera ardente di Laura Procacci potrebbe essere infatti allestita all’interno nella chiesa di San Maria Assunta e Sant’Isidoro della borgata andriese, luogo dove ha trascorso gran parte della sua infanzia. Successivamente verranno svolti i funerali in forma privata nel giorno in cui potrebbe essere annunciato anche il lutto cittadino.
Le salme dei quattro miliari sono invece rientrate in Italia in mattinata all’aeroporto di Ciampino. Ad accogliere i feretri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Assieme a loro anche i familiari giunti a Roma per un saluto ai propri cari e per un colloquio privato con le massime autorità dello Stato. Sul fronte delle indagini, la Procura di Roma ha disposto l’autopsia solo su Laura Procacci. Per gli altri tre militari deceduti è già stato effettuato un esame esterno in Bosnia da cui è emerso che la morte è legata a un violento schiacciamento. Al momento si procede contro ignoti per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni. Ascoltati i sopravvissuti mentre si fa strada l’ipotesi più accreditata dell’avaria del mezzo, anche se si attendono ancora i risultati della consulenza tecnica. Su drammatico incidente sono al lavoro anche i pm della Procura militare che procedono per perdita colposa di aeromobile.




































