
Quanto sono sensibili gli andriesi ai temi dell’ambiente? Quanto incidono il senso civico e i comportamenti quotidiani sulla qualità della vita della città? E soprattutto, esistono differenze tra le nuove generazioni e gli adulti? A queste domande ha cercato di rispondere il sondaggio promosso dal Laboratorio Verde FareAmbiente Andria, che ha coinvolto circa 600 cittadini tra studenti degli istituti superiori e adulti, restituendo una fotografia della città nella quale emergono differenze generazionali ma anche numerosi punti di incontro.
La prima evidenza riguarda il livello di conoscenza delle tematiche ambientali. I giovani dimostrano di sentirsi maggiormente informati: il 57,27% afferma di essere abbastanza preparato sui temi dell’inquinamento, del riciclo e dei cambiamenti climatici, mentre il 14,19% si considera molto informato. Tra gli adulti, invece, il 45% dichiara di sentirsi abbastanza informato, un dato che conferma come la scuola e le campagne di sensibilizzazione abbiano contribuito ad accrescere l’attenzione delle nuove generazioni verso la sostenibilità. Se i giovani sembrano conoscere meglio questi temi, sono però gli adulti a dichiarare una maggiore continuità nei comportamenti quotidiani: il 70% degli intervistati adulti afferma infatti di rispettare sempre l’ambiente attraverso piccoli gesti quotidiani.
Sul capitolo dell’energia, il sondaggio restituisce indicazioni altrettanto nette. Tra gli adulti, il 95% considera importante aumentare l’uso delle fonti rinnovabili, con il 60% che risponde «abbastanza» e il 35% «molto». I giovani mostrano invece una valutazione più articolata sulla capacità attuale di sole, vento, acqua e biomasse di soddisfare il fabbisogno energetico: il 40,48% ritiene che non siano ancora sufficienti ma che potrebbero diventarlo in futuro, il 32,87% risponde di no e il 26,64% pensa che possano già rappresentare una risposta adeguata.
Sempre tra i giovani, il sondaggio ha approfondito il tema dell’energia nucleare. Pur dichiarando, nella maggior parte dei casi, di conoscerne almeno in parte il funzionamento, il 49,65%, o di conoscerlo, il 38,58%, emerge un atteggiamento ancora prudente: il 43,08% associa il nucleare soprattutto a un pericolo, mentre il 31,31% lo considera al tempo stesso un’opportunità e un rischio. Significativo anche il dato relativo alla conoscenza del suo impatto ambientale: il 57,61% afferma di non sapere se le centrali nucleari possano contribuire a ridurre le emissioni di CO2, a fronte del 26,30% che risponde affermativamente e del 16,09% che lo esclude. Alla domanda sull’eventuale costruzione in Italia di nuove centrali nucleari con tecnologie innovative, in sostituzione degli impianti alimentati a carbone o gas, il campione giovanile si mostra diviso: il 42,04% si dichiara indeciso, il 40,48% favorevole e il 17,48% contrario.
Sul rapporto tra innovazione e sostenibilità, le due generazioni si trovano invece più vicine: il 75,61% dei giovani sostiene che gli effetti del progresso tecnologico dipendano dal modo in cui viene utilizzato, mentre tra gli adulti una risposta analoga raggiunge l’80%. Il tema riguarda anche il consumo energetico delle tecnologie digitali: il 62,46% dei ragazzi ritiene che, più che limitarne l’uso, sia necessario incrementare la produzione di energia alternativa a emissioni zero, mentre il 35,64% indica nell’impiego di fonti rinnovabili o a emissioni zero per alimentare i server la principale strada per rendere più sostenibile l’intelligenza artificiale.
Le differenze emergono soprattutto nelle soluzioni indicate per rendere più sostenibile il modello di sviluppo. Tra i giovani, il 39,45% ritiene necessario cambiare l’intero sistema di produzione e consumo dell’energia, mentre il 36,85% punta innanzitutto sugli stili di vita; seguono le scelte delle aziende, indicate dal 14,53%, e le leggi, scelte dal 9,17%. Gli adulti mettono invece al primo posto una maggiore sensibilità dei cittadini, con il 45,71% delle risposte, seguita da leggi e controlli più efficaci, al 28,57%, da una maggiore responsabilità delle imprese, al 17,14%, e dal miglioramento dei servizi pubblici, all’8,57%. Il messaggio comune resta comunque chiaro: la transizione verso un modello energetico e ambientale più sostenibile non può dipendere da un solo soggetto, ma richiede scelte coordinate da parte delle persone, delle istituzioni e del sistema produttivo.
Il confronto diventa ancora più significativo quando si parla del servizio di igiene pubblica della città di Andria. Sono soprattutto i giovani a esprimere un giudizio severo sul livello di pulizia e sul decoro urbano cittadino: circa il 72% ritiene infatti che il servizio non sia soddisfacente. Gli adulti, pur riconoscendo alcune criticità, esprimono una valutazione meno negativa: il 60% considera il servizio complessivamente sufficiente, il 20% lo giudica buono e il restante 20% insufficiente. Nonostante le valutazioni diverse, emerge un messaggio condiviso: la qualità della vita cittadina dipende anche dai suoi cittadini. Gli adulti ritengono che il senso civico influisca molto sulla pulizia e sul decoro urbano, una convinzione che trova riscontro anche nelle risposte degli studenti, dove la quasi totalità degli intervistati riconosce il ruolo fondamentale dei comportamenti individuali.
Anche sul tema delle aree verdi le opinioni convergono: gli adulti, nel 60% dei casi, giudicano insufficiente la presenza e la cura di parchi e spazi pubblici, mentre tra i giovani prevale la richiesta di una città più verde, con maggiori investimenti nella manutenzione e nella realizzazione di nuovi spazi destinati alla socialità per il miglioramento della qualità della vita.
Il sondaggio evidenzia, inoltre, una comunità che riconosce il valore della partecipazione civica. Tra gli adulti, il 65% ha già preso parte ad attività di volontariato e ben il 90% considera le associazioni un elemento indispensabile per contribuire al miglioramento della città. Anche i giovani manifestano un atteggiamento positivo verso il volontariato ambientale, confermando una crescente disponibilità a mettersi in gioco per il bene comune.
Il presidente del Laboratorio Verde FareAmbiente di Andria, Benedetto Miscioscia, dopo aver ringraziato i volontari del Servizio Civile Universale per la collaborazione prestata, insieme ai dirigenti scolastici degli istituti superiori e ai cittadini coinvolti, ha evidenziato che più che mettere a confronto due generazioni, il sondaggio racconta due modi diversi di vivere la sostenibilità. Da un lato, secondo Miscioscia, i giovani mostrano entusiasmo e consapevolezza, con uno sguardo critico verso ciò che può essere migliorato; dall’altro, gli adulti evidenziano una maggiore esperienza e un’attenzione più consolidata nelle azioni quotidiane. Due prospettive che, ha concluso il presidente, non si contrappongono ma si completano, indicando una strada precisa: costruire una cultura ambientale ed energetica sempre più diffusa, capace di coinvolgere cittadini, scuole, istituzioni, associazioni e imprese, perché la tutela dell’ambiente e la scelta di un modello energetico più sostenibile non appartengono a una sola generazione, ma rappresentano un impegno che riguarda l’intera comunità.



































