“Sono orgogliosa di non aver preso parte a questa assurda recita”: è Daniela Castellano, figlia di Enrico, una delle 23 vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 a chiosare sulla giornata che ha visto celebrare ad Andria il decennale della tragedia avvenuta sulla tratta Andria Corato e gestita ora come allora da Ferrotramviaria. Ed è nell’immagine proposta a corredo del suo post che si svela il motivo del suo risentimento: tra gli invitati che hanno avuto accesso all’area risevata della cerimonia che ha visto partecipare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’è stato anche il presidente di Ferrotramviaria Giuseppe Pavoncelli.

Daniela Castellano, che si era detta orgogliosa della vicinanza che il presidente della Repubblica ha sempre espresso nei confronti dei familiari delle vittime, aveva già scelto di non partecipare alla manifestazione di piazza Bersaglieri ad Andria. Non ha specificato le motivazioni ma ha sempre contestato le sentenze che hanno decretato la colpevolezza di un capostazione e un capotreno ma hanno assolto la società Ferrotramviaria e i suoi vertici aziendali. Esattamente il contrario di quanto avvenuto per la tragedia ferroviaria di Viareggio per la quale, proprio nelle scorse settimane, è arrivata la sentenza di condanna per l’ex amministratore delegato di Ferrovie, Moretti.

La Castellano ha ricordato come vi sia ancora un ricorso in Cassazione pendente e ha quindi liquidato come inopportuna tale presenza: “Finché il processo non avrà scritto definitivamente la verità giudiziaria, resta aperto ogni ragionevole dubbio sulle responsabilità di chi è ancora coinvolto nel giudizio”.

Anche il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha ricordato la tragedia in un post sui social e non è sfuggita ai più la sua riflessione sulle responsabilità processuali: “ Nella speranza che la Giustizia individui TUTTE le responsabilità per quella strage, non solo alcune.” ha chiosato Salvini.

Il giudizio pendente in Cassazione è peraltro una delle motivazioni che spiega il fatto che il presidente Mattarella abbia parlato solo privatamente con i familiari delle vittime, senza pronunciare alcun discorso. La “presenza silenziosa”, come si definisce nel Cerimoniale, del Presidente è di per sé espressione di vicinanza e condivisione del dolore da parte del Capo dello Stato.

C’è anche un’altra immagine che ha provocato polemiche all’esito di una giornata che doveva avere nella compostezza e nella sobrietà il suo unico filo conduttore: un selfie di sorridenti consiglieri comunali di Andria scattato nella piazza che ha ospitato la commemorazione è stato ritenuto dai più una grave caduta di stile.