Un gruppo di tredici esponenti nonchè candidati alle ultime elezioni amministrative del Partito Democratico di Andria, ha diffuso un documento di analisi politica sul risultato della consultazione elettorale e sulla composizione della giunta Bruno bis. Nel testo, i firmatari condividono l’analisi del segretario cittadino Addario secondo cui il risultato elettorale sarebbe frutto di un lavoro corale, sottolineando però che tale lavoro affonda le radici in cinque anni di amministrazione che avrebbero tirato fuori Andria dal pre-dissesto, restituendo agibilità politica ed economica al Comune e al partito stesso.

Il documento ricorda che il PD è uscito dalle urne come primo partito della coalizione con 7 consiglieri eletti, confermandosi riferimento politico della sindaca, un dato che i firmatari definiscono un vero e proprio mandato affidato dagli elettori al partito, frutto dell’impegno di candidati, eletti e degli assessori e consiglieri uscenti.

Sulla composizione della nuova giunta, il gruppo prende atto dell’assetto definito e dell’annuncio relativo alla Presidenza del Consiglio, incarico che l’Assise dovrà comunque formalizzare in autonomia. I firmatari rilevano che l’attribuzione al PD della Presidenza del Consiglio e di due assessorati, a fronte di 7 consiglieri eletti e del ruolo di primo partito, pone una questione politica sugli equilibri interni alla maggioranza, sostenendo che la valorizzazione del peso elettorale del partito debba essere costante e sostanziale, sia nella composizione degli esecutivi che nell’assegnazione delle deleghe.

Il documento condivide inoltre l’urgenza di aprire la fase congressuale cittadina, ritenendo che andasse avviata prima del voto. Secondo i firmatari, il PD di Andria raccoglierebbe oggi consensi plebiscitari senza però disporre di organismi dirigenti capaci di rappresentare tutte le sensibilità che hanno contribuito al risultato: dirigenti storici, amministratori uscenti, nuovi iscritti dal tessuto civico e associativo, giovani democratici. Il congresso, si legge nel testo, non sarebbe un adempimento burocratico ma lo strumento per dare struttura, democrazia interna e prospettiva politica al primo partito della città.

Nella parte conclusiva, il gruppo augura buon lavoro alla sindaca, alla giunta e al Consiglio, riconoscendo che l’amministrazione Bruno bis eredita un Comune risanato e una macchina amministrativa rimessa in funzione, pur sottolineando che il percorso amministrativo resta in salita e richiederà visione e coesione. I firmatari ribadiscono che le scelte sulla squadra di governo sono prerogativa della sindaca, alla quale compete per intero la responsabilità politica di tali scelte davanti alla città e al partito. La linea dell’area viene riassunta in tre punti: lealtà verso il progetto amministrativo e verso gli elettori, vigilanza sul rispetto degli equilibri politici e sulla valorizzazione del contributo del PD, e iniziativa per accelerare il congresso e restituire al partito organismi pienamente legittimati e rappresentativi.

Il documento è firmato da Viviana Di Leo, Marco Leonetti, Federico Peloso, Gianluca Bruno, Giorgio Sinisi, Grazia Asselti, Pasquale Vilella, Luigia Fortunato, Michele Bartoli, Vincenzo Montrone, Maria Carbone, Marisa Di Gennaro e Giorgia Lillo.